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Sabato, 27 Novembre 2021
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A Negrar gli "stati generali" dell'oncologia

Il 21 maggio all'ospedale Sacro Cuore-Don Calabria un convegno sulle novit del settore per i malati

È un appuntamento che si rinnova da cinque anni quello che si terrà con i malati oncologici sabato 21 maggio (a partire dalle 8.45) all’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar. Promosso dal dipartimento oncologico, diretto dal dottor Marco Venturini, e il particolare dal dottor Roberto Magarotto, responsabile dell’Unità di cure di supporto e palliative, è un convegno che coniuga approfondimenti sulle tematiche della qualità di cura e di vita in oncologia, aspetti legislativi sui diritti delle persone affette da tumore, e testimonianze di ex-malati, che racconteranno come si sono riappropriati della loro vita dopo la guarigione.

Particolarmente importante dal punto di vita istituzionale è la tavola rotonda che aprirà l’incontro. Parteciperà, infatti, Francesco De Lorenzo, presidente nazionale della Favo, Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (ne riunisce 500); Francesco Maria Fazio, presidente nazionale dell’Associazione donne operate al seno (Andos); Giuseppe Dodi, presidente nazionale dell’Associazione italiana Stomizzati (Aistom), e Massimo Piccioni, coordinatore generale medico dell’Inps. Sul tavolo i diritti acquisiti dai malati oncologici, che in alcuni casi trovano ancora difficoltà di applicazione. E quelli ancora da conquistare. Per esempio il giusto riconoscimento del grado di disabilità, presupposto fondamentale per le tutele giuridiche assistenziali, previdenziali e lavorative del malato oncologico. Da tempo le maggiori associazioni di volontariato con l’Associazione italiana di oncologia medica (di cui il dottor Venturini è presidente) stanno lottando perché vengano riformate le vigenti tabelle che dividono in sole tre classi percentuali le possibili disabilità oncologiche, penalizzando i pazienti dei quali viene sottostimata la condizione.

Nella seconda parte della mattinata si parlerà di cure integrate in oncologia, che hanno una pratica realizzazione nel dipartimento di Negrar. La realtà del Sacro Cuore dispone di una decina di posti letto all’interno del reparto dedicati alle terapie di supporto e palliative, sotto la responsabilità del dottor Roberto Magarotto. “Il modello di cure integrate, proprio dell’oncologia moderna – spiega il dottor Venturini – prevede la presa in carico del paziente dal momento della diagnosi fino alla soluzione positiva o, purtroppo negativa, della malattia. Senza soluzione di continuità. Evitando che il malato debba così peregrinare da una realtà all’altra e da un medico all’altro. I pazienti assistiti a domicilio dalla sanità del territorio hanno da noi la garanzia di rientrare in ospedale entro al massimo 48 ore, sempre che non subentrino problemi particolarmente urgenti”.

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