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Giovedì, 29 Settembre 2022
Economia

Vini scaligeri in cima alla lista dell'export italiano

Un valore di 992 milioni con Soave, Bardolino e Valpolicella protagonisti

Valgono circa 992 milioni e mezzo di euro le esportazioni 2009 di vini e mosti da parte degli operatori del Veneto, un dato che rappresenta oltre il 28 percento dell’intero export enologico nazionale che lo scorso anno è stato valutato in 3 milioni e 469mila euro. Ed è proprio Verona che tiene a battezzo questo traguardo con alcuni prodotti divenuti celebri in tutto il mondo grazie alle aziende che da molto tempo perdurano nelle zone del Valpolicella e del Gardesano. In quantità, l’export veneto (dati aggiornati al 2008), parla di oltre 5 milioni di ettolitri di vini e mosti che hanno avuto come destinazione i mercati stranieri con un buon rapporto tra quantità e valore, su una produzione regionale che si aggira sugli 8 milioni di ettolitri. Le cifre dicono insomma che il Veneto enologico, quello di straordinari vini di territorio come Prosecco, Amarone, Soave, Bardolino, Raboso, Tai, Durello, giusto per citarne solo alcuni, esporta una quantità di vini e mosti che sfiora il 62 per cento della sua produzione totale.

Per paradosso, al Veneto enologico capita quello che succede al Veneto turistico: campione nazionale assoluto quanto a numeri, ma forse ancora poco considerato dai media, che richiamano più spesso i noti nomi blasonati di altre realtà territoriali. Ai nastri di partenza, in occasione della fiera internazionale del 2010, il Vinitaly, i nuovi Prosecco DOC e Prosecco Superiore DOCG, mentre i prossimi anni vedranno anche le DOCG Amarone e Recioto della Valpolicella, finalmente posizionati anche nella forma dalla vendemmia di quest’anno, con la “garantita”, ai massimi vertici nazionali che già occupavano nell’apprezzamento dei consumatori e del mercato.

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