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Aviaria, vertice in Regione per trovare strumenti di contrasto efficaci

L'assessore alla sanità Luca Coletto ha incontrato i responsabili dell'istituto zooprofilattico delle Venezie, i tecnici regionali di settore, i veterinari e i rappresentanti della filiera avicola

La Regione Veneto si attrezza per individuare il miglior modo di intervenire contro l’influenza aviaria, mirando principalmente sulla prevenzione. Per questo, l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha incontrato ieri, 14 giugno, a palazzo Balbi a Venezia, i responsabili dell'istituto zooprofilattico delle Venezie, i tecnici regionali di settore, i rappresentanti della filiera avicola e delle associazioni di categoria e i professionisti veterinari che seguono la situazione sia nell'ambito delle grandi aziende, sia in quello degli allevamenti biologici.

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Durante il vertice è stato ricordato che il 30 giugno prossimo scadranno i provvedimenti ministeriali che prevedono il divieto di allevamento all'aperto nelle aree a rischio e che è necessario assumere le conseguenti decisioni sulle misure da adottare a livello regionale a partire da luglio.

Vogliamo che si tratti di decisioni prese di comune accordo con tutti gli attori del settore - ha detto Coletto - e per questo abbiamo loro sottoposto alcune proposte operative con l'accordo che vengano valutate da ognuno, facendo seguire indicazioni ritenute utili alla stesura del provvedimento finale. Si tratta di un settore molto delicato, nel quale bisogna tutelare e garantire vari aspetti diversi: la salute umana e animale, la salvaguardia degli investimenti delle aziende, e di conseguenza dei posti di lavoro, il benessere complessivo dei territori. Per questo occorre programmare con serietà e pragmatismo, individuando uno strumento preciso, ma anche flessibile, tenendo presente che si tratta di una situazione in cui l'epidemiologia è mutevole.

Le aree venete a più elevata intensità di allevamenti sono il veronese, il basso vicentino e il padovano. A livello nazionale, nel 2017 si è assistito a una nuova emergenza epidemica, con l'abbattimento di milioni di animali e con costi per la pubblica amministrazione pari a 40 milioni di euro, dei quali circa 11 milioni 200 mila euro solo in Veneto.

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