Vertenza Elcograf, sindacati: «All'azienda non interessa nulla dei lavoratori»

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil insoddisfatti dopo il confronto avuto con i vertici aziendali, a cui hanno partecipato anche il sindaco ed i parlamentari di Verona

Elcograf

Nei giorni scorsi, il sindaco di Verona Federico Sboarina ha convocato una riunione sulla vertenza Elcograf, coinvolgendo i parlamentari veronesi, le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale. Un incontro che ai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil ha fugato ogni dubbio sulle sue reali intenzioni e sul modo di pensare dei vertici di Elcograf. «Abbiamo avuto la forte impressione, quasi una conferma, che all'azienda non interessa assolutamente nulla dei lavoratori e del territorio veronese - scrivono i segretari provinciali dei tre sindacati - Non ha fornito alcuna risposta alle numerose richieste e ai bisogni, anche minimi, che vengono espressi dai dipendenti e alla necessità di non ridurre ulteriormente l’occupazione nel sito di Verona. Evidentemente, l'azienda ha ben chiaro il suo piano industriale: quasi certamente ha deciso che lo stabilimento di Verona verrà chiuso e che i dipendenti si dovranno arrangiare. Davanti a tutto questo abbiamo risposto con un forza e decisione che queste condizioni non vanno affatto bene».

Insieme ai parlamentari, i sindacati hanno chiesto di discutere seriamente del piano industriale, del mantenimento dei livelli occupazionali, di formazione e ricollocazione del personale. «Insomma - proseguono Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil - abbiamo preteso il rispetto di accordi già stipulati. Peccato che la direzione consideri queste richieste di fatto inammissibili perché l'unico verbo è adeguarsi alle sue decisioni. L'interessamento del sindaco e dei politici locali e nazionali è certamente apprezzabile e ci auguriamo che in futuro possa essere utile non soltanto per capire se ci saranno margini per modifiche legislative ma anche per cercare di sbloccare una situazione aziendale oramai insostenibile».

La riunione si è conclusa con l’impegno di tutte le parti a riconvocarsi il 27 novembre, quando il Parlamento entrerà nel vivo della discussione sulla Legge di Bilancio. «Anche in questa occasione saremo disponibili a proseguire la discussione, continuando ad avere un approccio costruttivo e lungimirante che da un lato tuteli i lavoratori in odore di prepensionamento e dall'altro coloro che dovranno rimanere in forza - concludono i sindacati - Siamo curiosi di vedere con quale spirito si presenterà l’azienda, se si dimostrerà disponibile al dialogo con tutti o se si limiterà a ribadire la sua impostazione».

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