Martedì, 26 Ottobre 2021
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Produzione industriale, il 2020 si è chiuso con tutti gli indicatori negativi

Ma l'ultimo trimestre dell'anno scorso ha mostrato anche miglioramenti rispetto al trimestre precedente

Confindustria Verona ha diffuso la sua indagine trimestrale relativa all'ultimo periodo del 2020. L'anno scorso si è chiuso con tutti gli indicatori economici negativi, ma con miglioramenti rispetto al trimestre precedente.

La produzione veronese ha chiuso il 2020 con un -2,1%, meglio delle previsioni che la stimavano a -3,74%. E nel primo trimestre del 2021, la produzione delle aziende veronesi dovrebbe segnare una flessione pari a -0,94% rispetto al primo trimestre dell'anno precedente, che era stato il primo a registrare un'inversione di tendenza dopo 26 trimestri in campo positivo.
Aumentano le aziende che dichiarano un utilizzo della capacità produttiva normale o soddisfacente (61% contro il 55% del trimestre precedente). Solo il 39% di esse è insoddisfatto. Migliorano le vendite in particolare quelle del mercato domestico (-1,35%), un risultato che è quasi la metà di quello dei mesi estivi (luglio-settembre: -2,6%). Soffrono maggiormente le vendite verso i mercati europei, che registrano un calo pari a -2,43%, e quelle verso i paesi extra-europei (-2,29).
Resta forte il calo degli ordini che scendono di oltre il 4% nel quarto trimestre del 2020, confermando il trend negativo che aveva caratterizzato l’estate.
Note positive dalle prospettive di lavoro: resta alto, infatti, il numero di aziende che dichiara prospettive di lavoro a medio e lungo termine (69%). E solo il 28% delle aziende rileva un ritardo nei pagamenti, mentre l'88% definisce buona o normale la liquidità (nel terzo trimestre la percentuale era dell'83%).
Resta stabile la fiducia e aumenta il numero di imprenditori che prevede nei prossimi 12 mesi di aumentare gli investimenti o mantenerli stazionari rispetto all’anno scorso (64% nel quarto trimestre rispetto al 56% della rilevazione precedente).
Migliora anche la situazione delle imprese dei servizi. Sono infatti meno della metà, 49%, le imprese di servizi che nel quarto trimestre del 2020 rileva una diminuzione del fatturato.

«I dati di chiusura del 2020 ci fotografano una situazione migliore delle aspettative con il nostro territorio che sta recuperando terreno dopo i mesi duri della prima metà dell’anno - ha commentato il presidente di Confindustria Verona Michele Bauli - Tuttavia si tratta di una risalita che non riguarda tutti e ci sono diversi settori che continuano a preoccupare. Dai numeri e dai rilevamenti anche nazionali possiamo affermare che stando così le cose non si potrà parlare di vera ripresa nella prima metà del 2021. Notizie positive arrivano sul fronte dei pagamenti e della liquidità che si disegnano un territorio solido che non è stato travolto finanziariamente dalla crisi sanitaria. In particolare un ruolo cruciale lo gioca lo stato di avanzamento della campagna vaccinale. Solo quando l’emergenza sanitaria sarà passata e potremmo contare su un’ampia fascia di popolazione vaccinata riprenderanno i consumi e soprattutto anche i settori oggi più provati potranno tornare a lavorare. Purtroppo però al momento il nostro Paese vaccina ad un ritmo troppo lento. Determinante sarà anche l’azione di Governo. Il presidente Draghi e i suoi ministri si troveranno nelle prossime settimane di fronte a scelte fondamentali per il nostro Paese. La sfida del Recovery Plan e la messa in atto delle riforme collegate come il fisco o la pubblica amministrazione. Saranno passaggi chiave per poter utilizzare al meglio i fondi europei. Non solo la crisi pandemica ha lasciato in eredità un debito pubblico enorme che andrà messo in sicurezza. Il presidente Draghi con la sua stima internazionale sarà sicuramente in grado di infondere fiducia nei mercati e tenerli sottocontrollo. Mi auguro che il Governo possa avere il coraggio e soprattutto l'autonomia dalle logiche di partito necessari per portare avanti scelte ormai imprescindibili».

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