Domenica, 25 Luglio 2021
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Verona, turismo Garda, dopo le polemiche nasce l'agenzia unica che unirà le 1800 imprese del lago

Firma sul protocollo da Provincia, consorzio turistico, Fondazione Arena, Catullo e Camera di Commercio. Federalberghi chiedeva una condivisione maggiore. La risposta di Riello: "Era e sarà rappresentata"

Lago di Garda, finalmente una regia unica per il turismo. In Camera di Commercio a Verona, i sindaci dei Comuni della sponda veronese hanno firmato il Protocollo d’intesa per l’istituzione dell’Organizzazione di Gestione della Destinazione Turistica (chiamata “DMO Lago di Garda”) assieme ai rappresentanti della Provincia di Verona, della Fondazione Arena, dell'Aeroporto Catullo, di Veronafiere e del Consorzio turistico "Lago di Garda È". 

La Dmo, "destination management organization", rappresenta un ente unico per la programmazione dell’offerta turistica ed è stato individuato dalle norme regionali nel 2013. Il protocollo sarà depositato in Regione per l’accreditamento.

“Negli ultimi vent’anni, il termine cabina di regia è diventato sinonimo di vuoto pneumatico – commenta Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona – oggi fondiamo un soggetto che ha tutti i numeri per aggregare, finalmente, le molteplici anime del comparto turistico del Garda su progetti comuni. Progetti comuni significa che quelle risorse di cui potremo disporre saranno efficacemente impiegate non disperse in mille rivoli. Che gli eventi saranno concordati secondo un calendario comune, senza cannibalizzazioni e in modo da allungare la stagione turistica. Il turismo sul lago è prevalentemente balneare e oltre il 70% delle presenze si concentra tra i mesi di giugno e settembre. Oltre l’80% della provincia di Verona sceglie il Garda e il 68% sono stranieri. Paradossalmente, le imprese turistiche del lago pesano per solo per il 27% sul totale provinciale, c’è ancora quindi spazio per ulteriori sviluppi. Come ha ricordato il ministro Franceschini quando l’abbiamo ricevuto in Camera di Commercio, la nostra provincia a tutti i numeri per poter attrarre i nuovi flussi turistici stranieri nei prossimi anni, l’offerta turistica va potenziata e mirata su un turismo di qualità”.

Dai dati della Camera di Commercio, sono 6mila 824 le imprese turistiche veronesi. I comuni di Bardolino, Brenzone, Bussolengo, Castelnuovo sul Garda, Caprino Veronese, Cavaion, Costermano, Ferrara di Montebaldo, Garda, Lazise, Malcesine, Pastrengo, Peschiera sul Garda, Rivoli Veronese, Torri del Benaco, San Zeno di Montagna, Valeggio sul Mincio, ne contano 1.820. Tra queste si annoverano 696 ristoranti, 502 bar, 376 alberghi, 137 strutture di alloggio, 54 tra agenzie di viaggio e tour operator, 47 campeggi, 6 parchi di divertimento e 3 stabilimenti termali.

Rispondendo alle sollecitazioni avanzata la scorsa settimana dalla Federalberghi Garda-Veneto, Riello ribadisce che “seguendo l'esempio della Dmo Verona, costituita lo scorso ottobre, si sta portando avanti una proposta che prevede il coinvolgimento in questa prima fase degli enti pubblici. In seguito saranno coinvolte naturalmente le associazioni di categoria del comparto turistico e gli operatori tutti che al momento, sono comunque rappresentate dalla Camera di Commercio".

All’insegna del lavoro di squadra anche l’intervento di Antonio Pastorello, presidente della Provincia di Verona: “In fatto di accoglienza e informazione turistica la Porvincia dispone di un know-how pluriennale e maturato con successo nella sua società Provincia di Verona turismo. E' un bagaglio che speriamo possa continuare ad essere a dispozione del territorio, per garantire la continuità dei servizi resi alle migliaia di visitatori che ogni anno scelgono la nostra provincia”.

Un’importante volano per i flussi turistici è Veronafiere, altra firmataria del protocollo: “Le 47 manifestazioni organizzate a Verona nel solo 2014 – spiega il vicepresidente vicario di Veronafiere, Damiano Berzacola - hanno portato in città un milione e 300mila visitatori, da 160 Paesi del mondo come nel caso delle fiere più internazionali quali Vinitaly e Marmomacc. Una leva economica che genera un indotto per Verona quantificato in oltre un miliardo di euro ogni anno, con ricadute positive sulle strutture ricettive e alberghiere e sugli altri servizi, senza dimenticare il contributo in termini di immagine, nel far conoscere e apprezzare uno dei siti dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.  È naturale, quindi, che Veronafiere abbia deciso fin da ora di impegnarsi in prima linea, insieme a tutti i soci, in questa nuovo iniziativa a favore del turismo e della propria provincia”.

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