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A Verona si sta "bene" (ma a Padova di più): ecco la mappa interattiva del reddito medio degli italiani

Il capoluogo della provincia non se la passa male dato che risulta essere a metà via tra il benessere e la precarietà (in città è stato calcolato che il reddito medio si aggira sui 23mila e 800 euro)

Si deve all'ingegnere informatico e analista dei dati Franco Morelli un'illuminante mappa interrattiva del reddito degli italiani, provincia pèer provincia, comune per comune. La mappa mostra la distribuzione del reddito in Italia. Le differenze più evidenti si hanno passando da nord a sud. L'ingegnere Morelli è partito utilizzando i dati del Ministero dell’Economia e delle finanze sulla base delle denunce dei redditi Irpef 2012 sul lavoro dipendente e autonomo.

NEL VERONESE - Il capoluogo della nostra provincia, Verona, non se la passa male dato che risulta essere a metà via tra il benessere e la precarietà (in città è stato calcolato che il reddito medio si aggira sui 23mila e 800 euro). I casi limite, ovvero vicino alla povertà si registrano a Palù, dove la media è di 13mila euro, a Velo Veronese (12mila e 400 euro) e San Mauro di Saline (12mila e 600 euro). Buono il dato sul versante gardesano e sulla cintura del capoluogo che va dal Villafranchese alla Valpolicella.

LA MAPPA INTERATTIVA DEL REDDITO MEDIO DEGLI ITALIANI

Scrive Morelli sul suo blog che

Oltre alle diguguaglianze territoriali che si notano nella mappa esistono anche disuguaglianze nella distribuzione delle ricchezza all’interno dello stesso Comune. Esistono luoghi in cui la ricchezza totale di pochi è molto più alta della ricchezza totale di una moltitudine di persone. L’Italia nel panorama europeo è fanalino di coda per quanto riguarda la disuguaglianza di reddito. Per misurare la disuguale distribuzione della ricchezza si usa l’indice di Gini , un numero compreso tra 0 e 1 che più e grande e più manifesta una concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi. Se l’indice di Gini è 0 allora la ricchezza è distribuita in modo uguale a tutte le persone, se è uguale a 1 allora è il caso limite in cui una persona ha tutto e gli altri non hanno niente. Uno dei mezzi che i governi hanno per calmierare le disuguaglianza, le quali possono tradursi in importanti problemi sociali e di sostenibilità economica, è l’imposizione fiscale progressiva (non ultimo il decreto IRPEF dell’attuale governo Renzi)

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