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Verona nella spirale della deflazione: giù i prezzi. Costa meno fare la spesa ma è un pericolo

L'Istat colloca città e provincia tra le dieci in Italia in cui si abbattono le tariffe. Sul paniere dei beni ne soffrono maggiormente i settori dell'ortofrutta. Il consumatore potrebbe gioirne ma poi pentirsene. Ecco perchè

A Verona diminuiscono i prezzi. Buona notizia? Non proprio. I consumatori possono anche esserne felici ma il pericolo è dietro l'angolo. Secondo i dati il capoluogo scaligero è la seconda città italiana dove il costo della vita è sceso maggiormente rispetto all'anno scorso. I prezzi in luglio sono in calo dello 0,5%. Sono dieci le grandi città in deflazione, in Italia. I prezzi a luglio sono in flessione, su base annua, anche a Torino (-0,4%), Firenze (-0,3%), Bari (-0,3%), Roma (-0,2%), Trieste (-0,1%) e Potenza (-0,1%). In calo anche a Livorno (-0,7%) Ravenna (-0,1%) e Reggio Emilia (-0,1%).

Verona è insomma nella spirale della deflazione. Su un campione di 30 beni formulato da L’Arena, la città e la provincia vedono ridurre pesantemente il prezzo. Questo almeno in base alle rilevazioni negli Uffici comunali di statistica. E così si scopre che sul confronto luglio 2014-luglio 2014, il carrello della spesa cala del 2,3%. Se la classica tazzina di caffè registra un aumento del 5% negli ultimi tre anni, calano soprattutto i prodotti ortofrutticoli, già messi a dura prova dalla stagione dispettosa. La frutta fresca e la verdura (come le pesche, i kiwi, pomodori, limoni, insalata) scendono fino all’8%. Acque minerali a -2% con prezzo medio in calo del 6. Il pane, vero metro di paragone, sembra invece stabile grazie alle non importanti variazioni del prezzo di farina e grano. Si spende meno anche per i latticini e derivati. Latte, yogurt, mozzarelle, formaggi in generale avrebbero perso fino al 10% del loro valore iniziale. Non subiscono variazioni importanti, invece, i prezzi di carne e salumi. Crollano a dir poco i detersivi per la lavatrice (-8,36% in media). Anche surgelati e zucchero, infine accusano il colpo.

IL PERICOLO DELLA DEFLAZIONE - Come spesso accade, giornali e tv ne parlano ma senza spiegare cosa sia veramente. La deflazione è una diminuzione generale dei prezzi ed è da temere molto più che il suo opposto, l'inflazione. È causata dal fatto che la gente spende meno e meno frequentemente. Se esiste deflazione si innesca un circolo vizioso che va a colpire tutto il tessuto economico e sociale. Si parte infatti dalle imprese, che guadagnano meno e quindi hanno meno soldi a disposizione. Un calo della liquidità a disposizione si traduce immediatamente nel calo della produzione e nella rinuncia a nuove assunzioni. Facile da capire: se non guadagnano o guadagnano poco (viene ridotto o azzerato il margine) non prendono "gente nuova". In questo modo si aumenta la disoccupazione che fa circolare meno denaro in città. Le imprese poi non riescono a ridurre il livello produttivo degli impianti in tempo e così rischiano di immettere sul mercato molta merce che poi risulta invenduta. La produzione deve comunque essere tagliata e non solo si bloccano le assunzioni ma si ricorre anche al licenziamento. L'unica alternativa sembra essere quella di abbassare i prezzi. Ma così aumenta la deflazione.

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