Economia Centro storico / Piazza Cittadella

Verona, 71 licenziamenti alla Riello, scatta lo sciopero di 8 ore. "Avanti con i contratti di solidarietà"

Sindacati e lavoratori protestano davanti alla sede di Confindustria Verona contro il Piano industriale del colosso della termomeccanica di Legnago. Previsto anche il taglio degli stipendi per combattere il calo di fatturato

Lavoratori Riello in sciopero e manifestazione davanti alla sede di Confindustria Verona per protestare sui futuri licenziamenti. La presentazione del Piano industriale 2015 – 2019 aveva lasciato l'amaro in bocca ai dipendenti e ai sindacati. E si capisce bene il motivo, dato che la scorsa settimana erano stati annunciati 71 esuberi. Il fatturato medio da 500 milioni annui è sceso nel 2014 e per far fronte alla crisi di mercato ha utilizzato Cassa integrazione ordinaria e attivato mobilità volontaria in tutti i siti italiani a Lecco, Morbegno (Sondrio), Piombino Dese (Padova), Volpago (Treviso), Torun (Polonia), Cina e a San Pietro di Legnago. Il nuovo Piano, presentato ai sindacati, prevede che nei prossimi cinque anni vengano investiti circa 22 milioni di euro per rilanciare prodotti e investire in ricerca. Di qui al 2019 il gruppo dovrà tornare a fatturare più di 530 milioni di euro. Nell'assemblea di lunedì scorso i lavoratori delle Riello, avevano deciso di indire uno sciopero di 8 ore per il 30 gennaio. Uno stop che si è concretizzato anche nella manifestazione tenutasi con i sindacati Uil, Cgil e Uil davanti alla sede di Confindustria Verona, in piazza Cittadella.

"Vogliamo ribadire - spiega la Cisl provinciale - che siamo fortemente contrari al piano di esuberi presentato dalla Riello e confermato con l’avvio formale della procedura dei 71 licenziamenti nel sito di Legnago. C’è forte contrarietà e preoccupazione anche per la disdetta degli accordi aziendali, sul contratto integrativo, di un importo annuo lordo di 6000 euro per dipendente. Il recupero della redditività aziendale non può passare attraverso la riduzioni degli stipendi e dei diritti, ma deve avvenire attraverso gli investimenti e il rilancio dell’attività industriale".

Anche per questo i lavoratori Riello hanno dato mandato alla delegazione sindacale di rivendicare l’utilizzo del "Contratto di solidarietà" per  per conservare l’attuale forza lavorativa, senza pesare totalmente sui costi aziendali. "L'accordo - conclude la Cisl - permetterebbe anche di mantenere le professionalità per essere recuperate in questi prossimi cinque anni, quando, a detta della stessa direzione aziendale, si dovrebbe tornare a volumi e fatturato ante crisi del 201".

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