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Verona, sei mesi limitati dalla crisi ma Agsm investe nelle rinnovabili e vince: fatturato a 418 milioni

Negli ultimi 8 anni investiti 150 milioni di euro tra eolico e idroelettrico e oggi si produce il 160% in più rispetto al 2012 di energia pulita. "Il 63% dei nostri clienti di energia proviene dalle tariffe di libero mercato, un record"

La crisi c'è per tutti. Ma alcune aziende la sentono meno di altre. Inverno mite e stagnazione limitano ma non frenano le performance di Agsm Verona Spa, holding del Gruppo Agsm, multiutility con base a Verona e operante in 4mila 200 comuni del Paese nei settori dell'elettricità, del gas e del calore ma anche in altre attività di servizio. La semestrale approvata dal Consiglio di amministrazione  mostra risultati superiori il budget previsto sul periodo e si attesta in linea con l'anno record del 2013: 418 milioni di euro il fatturato, 50,3 milioni di margine operativo lordo e un utile ante imposte di 17,6 milioni di euro (19,9 nel 2013).

Tengono tutte le principali voci di conto economico, a partire dall'allargamento dei clienti 'extra Verona' - che fa segnare un +96% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - sino ai servizi multibusiness e alla redditività del settore commerciale, anche qui nonostante i risicati margini sul trading dettati dai nuovi meccanismi di formazione del prezzo. "La scelta del Gruppo - ha detto il direttore generale di Agsm, Giampietro Cigolini - di investire sulle rinnovabili e di allargare la propria base operativa attraverso una politica mirata sui prezzi sta pagando oltre le previsioni. Negli ultimi 8 anni abbiamo investito 150 milioni di euro tra eolico e idroelettrico e oggi produciamo il 160% in più rispetto al 2012 (+19% sul pari periodo 2013) di energia pulita. E ancora, il 63% dei nostri clienti di energia elettrica proviene dalle tariffe di libero mercato, quando la media nazionale dei competitor si ferma sotto il 30%".

Per il presidente di Agsm, Paolo Paternoster "in un semestre in cui i prezzi di mercato dell'energia sono scesi, rispetto allo scorso anno, di 11 euro/MWh (-18%) e la domanda nazionale è risultata in calo del 3%, il Gruppo - che vanta circa 330mila utenti attivi e 1500 addetti diretti - ha dimostrato di saper trovare la forza per difendere la propria crescita. Rispetto al budget di previsione, infatti, abbiamo segnato un +14% nel fatturato e +15% sul Mol".

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