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Verona, pioggia di soldi liberati al Catullo: via libera dall'Europa ai 12,7 milioni di aiuti statali

La misura permetterà alla società di gestione di investire in infrastrutture fino al 2021. "Gli investimenti sono in linea con gli obiettivi della politica Ue dei trasporti, senza falsare indebitamente la concorrenza"

La Commissione europea fa saltare di gioia la Catullo Spa, società che gestisce gli aeroporti di Verona e Brescia. Sono stati infatti ritenuti "conformi" alle norme sugli aiuti di Stato: verranno così conferiti 12,7 milioni di euro. La misura permetterà alla società di effettuare investimenti infrastrutturali per un periodo di dieci anni. La Commissione da' via libera al rafforzamento del capitale base della società per ammodernare gli impianti veronesi e bresciani fino al 2021. Tra i progetti infrastrutturali rientrano il miglioramento e l'ampliamento dei terminal, l'estensione della zona di stazionamento degli aerei, la riqualificazione dei servizi lato pista e delle vie di rullaggio a terra, il miglioramento delle rampe, la realizzazione di opere relative alla sicurezza. La Catullo Spa, la cui maggioranza azionaria è divisa tra Comune, Provincia e altri enti pubblici, gestisce lo scalo di Verona-Villafranca, da cui transitano circa tre milioni di passeggeri all'anno, e quello di Brescia-Montichiari, che si specializzerà via-via sul trasporto merci e che è frequentato da circa un milione di passeggeri. "Tali investimenti miglioreranno la mobilità dei cittadini  - spiegano da Bruxelles - e soddisferanno le esigenze di trasporto dell'Italia settentrionale, in linea con gli obiettivi della politica europea dei trasporti e senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico''.

Il conferimento di capitale era stato concesso nel 2012, in violazione dell'obbligo, cui sono soggetti gli Stati membri, di notificare alla Commissione europea gli aiuti di Stato prima di concederli. Tuttavia, la Commissione ha valutato la compatibilità degli aiuti agli investimenti alla luce degli orientamenti applicabili in materia di aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree allora in vigore. E comunque, chiarisce la Commissione, la misura autorizzata è pienamente conforme anche ai principi enunciati negli orientamenti per il settore dell'aviazione del 2014, adottati lo scorso febbraio ed entrati in vigore il 4 aprile.

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L'indagine ha dimostrato che i progetti infrastrutturali oggetto degli investimenti contribuiscono al raggiungimento di obiettivi di interesse comune europeo, in quanto migliorano l'accessibilità della regione, pongono rimedio alla congestione degli aeroporti vicini e mettono gli aeroporti beneficiari nelle condizioni di soddisfare le esigenze di trasporto di passeggeri e merci in Italia settentrionale. Inoltre, le autorità italiane hanno presentato un piano aziendale dal quale risulta che l'aiuto pubblico era necessario per l'attuazione del progetto, in quanto i benefici attesi non avrebbero coperto i costi di investimento. Gli aiuti erano anche proporzionati all'obiettivo perseguito, limitandosi a colmare il deficit di finanziamento. Infine, la Commissione ha concluso che la misura di aiuto non comporta una distorsione significativa della concorrenza.

 

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