Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia Veronetta / Via Venti Settembre

Verona, ostelli abusivi e "fantasmi" per il Fisco: "Partite Iva per tutte le strutture"

Confcommercio torna a chiedere misure di tutela dopo l’operazione che ha portato venerdì pomeriggio alla chiusura immediata di un'attività non legittimata ad operare in via XX Settembre

"Partita Iva per tutte le strutture ricettive". E' allegando questa proposta che Confcommercio rivolge un plauso alla polizia municipale di Verona. Il riferimento va all'operazione di venerdì scorso in città che ha portato alla chiusura immediata di un ostello non legittimato ad operare in via  XX Settembre.

“Per debellare il fenomeno delle attività ricettive che non rispettano le regole o che sono abusive - sottolinea il presidente Paolo Arena - è necessario lo sforzo di tutti: dalle Forze di polizia, dell'assessorato al Turismo della Provincia, dei vigili del fuoco, dei settori Igiene degli alimenti e dell'ambiente delle Ulss e dei cittadini che sono costretti a convivere nel palazzo dove abitano, loro malgrado, con attività ricettive che generano un via vai di persone non conosciute e che non sottostanno ad alcun controllo. Per porre la parola fine all’abusivismo nel settore – conclude Arena – sarebbe peraltro sufficiente che la legge regionale prevedesse l’obbligo della partita Iva per tutte le attività complementari agli hotel, aspetto su cui Confcommercio Verona sta insistendo da tempo”.

La Municipale aveva chiuso la struttura nel pomeriggio di venerdì scorso. Dagli accertamenti è emerso che la struttura era operativa già da diversi mesi, ben pubblicizzata su internet ed inserita in un circuito internazionale di ostelli nelle maggiori capitali europee, a prezzi variabili tra 10 e 20 euro a notte per posto letto. L’attività era svolta in modo completamente abusivo, poiché non erano stati presentati i documenti amministrativi al Comune, la segnalazione certificata di inizio attività che presuppone il rispetto della normativa igienico-sanitaria e consente l’apertura, né era stata ottenuta la classificazione dagli uffici della Provincia. Inoltre l’associazione che gestisce l’attività aveva effettuato lavori edilizi in zona vincolata senza essere in possesso del nulla osta dalla Soprintendenza: una tettoia di circa 20 metri quadri, un camino esterno, l’innalzamento di un muro perimetrale divisorio, la realizzazione di alcune porte interne per permettere l’accesso ai servizi igienici dalle diverse stanze, tutte modifiche che hanno determinato la segnalazione dei responsabili all’autorità giudiziaria.

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