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Sabato, 27 Novembre 2021
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Verona, il Ministero da' il nulla osta: nasce il Consorzio del radicchio di Verona Igp

Attualmente sono 20 le aziende certificate, la maggior parte delle quali afferiscono al consorzio e gli ettari certificati nell'ultimo anno sono passati da 20 a 130. Da disciplinare, la resa Igp ammessa per ettaro è di 13 tonnellate

Con riconoscimento ministeriale, il 27 novembre 2013 è nato il Consorzio per la tutela e la valorizzazione del radicchio di Verona Igp. Il consorzio ha la funzione di tutela, di promozione, di valorizzazione, di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi relativi alla denominazione Igp, vigilando in particolare sul corretto uso delle denominazioni  e esercitando la tutela contro gli abusi. Inoltre favorisce e promuove iniziative di valorizzazione del radicchio di Verona Igp per accrescerne il consumo in Italia e all’estero; infine supporta ed assiste i consorziati per perfezionare il risultato produttivo ed incrementare la commercializzazione. Attualmente sono 20 le aziende certificate, la maggior parte delle quali afferiscono al consorzio e gli ettari certificati nell'ultimo anno sono passati da 20 a 130. Da disciplinare, la resa Igp ammessa per ettaro è di 13 tonnellate, quindi la stima della produzione certificata potenziale è di 1600 tonnellate.

“Merito del lavoro fatto dal 2008 ad oggi – sottolinea la presidente Cristiana Furiani – E' stato allora infatti che la comunità europea  ha conferito l'Indicazione Geografica Protetta a diversi comuni delle provincie di Verona Vicenza e Padova. La mia azienda, Op Geofur, ha seguito l’iter di certificazione iniziando da subito a proporre Radicchio Verona Igp, sia in Italia che all’estero, con una risposta che in questi anni ha visto aumentare sia le quantità richieste che il valore aggiunto. L’interesse da parte della grande distribuzione è da cercare nella qualità, oltre che nel nome che lega il prodotto al territorio. Proprio la qualità è infatti la caratteristica principale del nostro radicchio, prodotto in base alle regole dello specifico disciplinare di produzione, diventando così sinonimo di garanzia per il consumatore. La strada intrapresa è stata ben presto seguita da numerose aziende, che a loro volta hanno scelto di certificarsi. Insieme, col sostegno di Confcooperative Verona, produttori e confezionatori si sono consorziati, ottenendo in breve tempo il riconoscimento.”

IN VETRINA - Per il Radicchio di Verona Igp ora è in programma una “tournée” fitta di impegni, che lo vedranno protagonista di eventi e manifestazioni in tutta la provincia per valorizzarne le caratteristiche e promuoverne il consumo. Il primo appuntamento è per gennaio 2014, quando a Roveredo di Guà si svolgerà proprio la Fiera del Radicchio. Sull'importanza del legame col territorio pone l'accento il vicepresidente Roberto Bolla: “Il radicchio è uno dei prodotti di punta della nostra terra e vanno promossi insieme – spiega – così quando un turista viene a Verona ne deve apprezzare le ricchezze monumentali, storiche e artistiche, ma anche i suoi prodotti tipici”.

COM'E' FATTO - Il Radicchio di Verona ha una forma ad ovale allungato, di un colore rosso scuro intenso, con ampie nervature bianche molto sviluppate che lo distinguono da tutti gli altri radicchi. Può essere di tipo precoce o tipo tardivo a seconda del periodo di semina e/o trapianto. Il sapore leggermente amarognolo ma croccante lo rende uno dei radicchi più apprezzati dal mercato.

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