Economia Lungadige Antonio Galtarossa

Verona, fallimento più lontano per le Officine ferroviarie: ora il rilancio. E "Avio handling" in tribunale

La storica società veronese entra in amministrazione straordinaria: attende il commissario nominato dal governo e il nuovo piano industriale. Intanto battaglia legale a colpi di ricorsi dei 50 ex lavoratori aeroportuali

Amministrazione straordinaria per le Officine ferroviarie veronesi. Un primo traguardo è stato raggiunto attraverso il decreto depositato in tribunale: quello della salvaguardia del lavoro per 204 dipendenti. Ora non resta che sperare nel mantenimento dello stesso. Le commesse fanno comunque ben sperare. La procedura, che scaccia l’incubo “fallimento” per la storica sede produttiva di carrozze dei treni, ora consiste nella nomina, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, di un commissario straordinario che dirigerà l’azienda e proporrà un nuovo Piano industriale. Entro la prossima settimana, dunque, le Ofv avranno un nuovo responsabile a cui rivolgersi e da cui, nel giro di massimo quattro mesi (anche se è prevista la prima presentazione dopo due) si conosceranno le possibilità dell’azienda. Come segnala il Corriere Veneto, spetterà al commissario

valutare le due manifestazioni di interesse presentate lo scorso mese. Entrambe le proposte prevedono l'acquisto di Ofv dopo un anno di affitto ma sono però diverse nell'offerta economica messa in campo. Da una parte c'è Sitav spa, azienda già attiva nel settore ferroviario ed operante nel campo della manutenzione e del revamping di materiale rotabile, che propone un contratto d'affitto di 360 mila euro per un anno. Dall'altra c'è F2M, società di nuova costituzione e cordata di imprenditori veronesi rappresentata dall'avvocato Riccardo Cinti, che ha avanzato una proposta d'affitto, sempre per 12 mesi, di 60 mila euro. Sitav spa ha capitale sociale di 650 mila euro, F2M di 30 mila. Tra queste due opzioni, tenendo conto anche della capacità di assumere al proprio interno i dipendenti di Ofv, sarà chiamato a decidere il nuovo commissario.

AVIO HANDLING - Intanto si è svolta giovedì mattina, sempre in tribunale la prima udienza per il ricorso intrapreso da oltre 50 lavoratori dell'azienda in liquidazione “Avio handling Srl” contro la società di gestione dell’aeroporto “Valerio Catullo” di Verona-Villafranca. Si tratta della prima di una serie di azioni legali collettive avviate dai dipendenti della “Avio handling”, società responsabile dei servizi a terra, che in questo modo intendono tutelarsi nei confronti della Spa Catullo le cui scelte gestionali hanno portato alla perdita del loro posto di lavoro. I lavoratori, presenti in aula, hanno costituito un comitato negli scorsi giorni.

“Apprendiamo con fiducia la notizia della nascita di una newco dall'ingresso di Save come socio della Catullo Spa - avevano spiegato alla notizia dell’acquisto veneziano delle quote veronesi - e auspichiamo che all'interno di questo grande progetto aeroportuale del Nordest vi sia lo spazio per recuperare al mondo del lavoro le figure professionali e tecniche oggi in Cassa integrazione. Figure che hanno pagato, con la perdita del posto di lavoro, altrui scelte gestionali degli ultimi anni e che dal dicembre 2014 saranno in procedura di mobilità. Più volte  amministratori locali hanno  assicurato interesse alla nostra situazione. Ci auguriamo che ora, alla luce di questa novità , si passi dalle rassicurazioni ai fatti”.

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