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La sede dell'Elcograf a Borgo Venezia, Verona

La sede dell'Elcograf a Borgo Venezia, Verona

Verona, Elcograf nella spirale della crisi: Ikea e Donna Moderna. Ora abbandona "Mondo Convenienza"

Di fatto un altro tassello produttivo è agonizzante: nei capannoni della ex Mondadori Printing un tempo trovavano posto migliaia di lavoratori. Oggi sono poco più che 500. Per 310 di loro è stata da poco richiesta la Cassa integrazione

Si dice che le “disgrazie non vengano mai da sole”. E per quanto riguarda l’Elcograf, ex Mondadori Printing, il proverbio rende bene l’idea. Dopo aver perso la commessa per le migliaia di stampe del catalogo Ikea e aver lasciato le 261mila copie settimanali di “Donna Moderna”, negli stabilimenti di Borgo Venezia si stoppano le macchine anche per il catalogo di “Mondo Convenienza”. A quanto pare stavolta, comunque, non dipende dai vertici veronesi ma da una scelta dell’azienda dell’arredamento “a prezzi imbattibili”. Vorrebbero una sicurezza sui tempi di consegna, che a quanto pare Elcograf, non riesce a rispettare. Così la commessa passa ad un competitor. Sta di fatto che un altro tassello produttivo di Verona è agonizzante: nei capannoni della Mondadori Printing un tempo trovavano posto migliaia e migliaia di lavoratori. Oggi sono poco più che 500. Per 310 di loro è stata da poco richiesta la Cassa integrazione straordinaria e l’azienda aveva avanzato la richiesta di un taglio dei salari. La soluzione sarebbe tagliare 6mila euro annui di media, per ciascun lavoratore, sul salario totale di 24mila. Ma a questa ipotesi i sindacati non vogliono nemmeno pensare lontanamente. Come spiega il Corriere Veneto, i rappresentanti dei lavoratori sono irremovibili:

«Non parliamo di un ulteriore taglio degli stipendi - hanno chiarito più volte le organizzazioni sindacali - se non sappiamo in cambio di cosa finanziamo l'azienda. Chiediamo un piano industriale che certifichi la volontà del Gruppo Pozzoni di continuare a stampare ed investire a Verona».

A luglio 2013 le parti avevano già deciso di tagliare circa 200 euro sullo stipendio annuo e ora la questione spinosa pare debba essere risolta dalla politica. A cui tra l’altro si appellano Cgil, Cisl e Uil. Secondo i parlamentari veronesi la situazione Elcograf si insinuerebbe in una problematica più ampia circa l’editoria. Si propone un tavolo nazionale e i fondi potrebbero arrivare dalla web tax, ovvero le nuove regole fiscali a cui sarebbero sottoposte le compagnie che guadagnano con le varie piattaforme internet (Google, Facebook, Amazon in testa). La situazione Elcograf è stata dunque al centro del dibattito tenutosi lunedì in Comune tra azienda, sindacati e Consiglio comunale. La perdita delle commesse è un dato sconfortante, come lo sono le parole di Maurizio Vercelli, direttore delle Risorse umane e Affari legali dell’azienda, sul quotidiano locale

«Attualmente le macchine rotocalco - ha spiegato Vercelli, nell'audizione che azienda e sindacati hanno avuto ieri in Comune - lavorano al 12% della propria capacità produttiva, le macchine roto offset al 67%; nel complesso lo stabilimento è carico al 50%»

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