menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
(Foto web)

(Foto web)

Verona, crisi economica: calano i protesti, aumentano le cambiali

Cambiano anche le modalità di pagamento: meno assegni più cambiali forse dovute alla ricerca di maggior garanzie su tempi e modalità di riscossione. Una tendenza dovuta anche al generale allungamento dei tempi di pagamento

I protesti cambiari a Verona frenano del 4,4%. Nei primi sei mesi dell’anno assegni, cambiali e tratte sono stati iscritti al Registro Protesti della Camera di Commercio di Verona per un importo complessivo di 12,5 milioni di euro, poco mezzo milione in meno dei 13 milioni del primo semestre 2012.

In brusca frenata gli assegni protestati, calati, a valore del 35,4%, a 4,3 milioni di euro contro i 6,7 del primo semestre 2012. Le cambiali, invece, hanno registrato un’impennata dell’importo complessivo, incrementatosi del 24,2% dai 5,6 milioni dei primi sei mesi del 2012 ai 7 al 30 giugno 2013. L’importo medio della cambiale protestata è aumentato dai 1473 euro dello scorso anno ai 1814. E’ aumentato del 59% il volume delle tratte non accettate, dai 694mila euro del primo semestre 2012 agli 1,1 milioni del primo semestre 2013. L’importo medio è quasi raddoppiato da 2.343 euro ai 4634 di quest’anno. La cambiale tratta è un titolo di credito mediante il quale un soggetto (detto traente) ordina ad un suo debitore (detto trattario) di pagare una certa somma al legittimo portatore del titolo (beneficiario o prenditore). È necessaria però la firma di accettazione da parte del debitore affinché la cambiale tratta abbia pieno valore legale.

“L’andamento dei protesti – commenta il presidente della Camera di Commercio, Alessandro Bianchi – è di difficile interpretazione. I volumi calano, ma aumenta il debito pro-capite. Il calo dei volumi complessivi potrebbe rappresentare un segnale positivo se guardiamo ai consuntivi degli anni precedenti. Nel 2009 i protesti hanno toccato i 39,5 milioni. Dal 2010 in poi, il livello è sceso fin sotto ai 25 milioni del 2008. Ciò, però potrebbe anche voler dire che si va riducendo la liquidità, dato che i titoli di credito sono emessi a fronte di una transazione”.

Altro dato significativo, infatti, sono le cancellazioni dal Registro dei Protesti, effettuate una volta che il debitore ha pagato. Nel 2008 erano 414, nel 2012 sono state 289, il 30% in meno. “Cambiano poi anche le modalità di pagamento: meno assegni più cambiali – conclude Bianchi – forse dovute alla ricerca di maggior garanzie su tempi e modalità di riscossione. Se fino a qualche anno fa, il creditore si accontentava dell’assegno emesso a garanzia della transazione, ora si preferisce la sottoscrizione di cambiali che attestano la futura solvibilità di chi le emette. Una tendenza dovuta anche al generale allungamento dei tempi di pagamento”. La provincia di Verona si colloca al terzo posto della classifica regionale dei protesti. La prima provincia è Padova, con 5.308 protesti per 18,2 milioni di euro di controvalore, seguita da Vicenza che ha iscritto a registro 4155 protesti per 14 milioni di euro.

I protesti al I semestre 2013

 

 

I sem 2012

I sem 2013

Var %

ASSEGNI

6,7

4,3

-35,4

CAMBIALI

5,6

7

24,2

TRATTE ACCETTATE

0,03

0,06

90,7

TRATTE NON ACC.

0,7

1,1

59

TOTALE

13,1

12,5

-4,4

Fonte: Registro dei Protesti, Camera di Commercio di Verona. Dati in milioni di euro, al 30 giugno 2013

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Benessere

    Pasta di legumi: benefici e ricetta

  • social

    Aperti online i Casting dello Zecchino d’Oro

  • social

    L'Acqua in uno scatto: concorso a premi

Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento