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Verona, crisi Russia-Ucraina, l'export e le forniture veronesi della meccanica e della moda sono a rischio

L’interruzione dei rapporti commerciali potrebbe danneggiare il fashion system, il metalmeccanico, i mobili, il turismo e il settore siderurgico: i due paesi sono tra i principali partner del sistema scaligero

Crisi tra Russia e Ucraina, export a rischio per le esportazioni di abbigliamento e scarpe, macchinari e mobili: la Russia infatti è il sesto mercato di sbocco delle aziende scaligere. C'è poi il rischio di interruzione delle forniture per le imprese del settore siderurgico, dalla Russia, ma soprattutto dall’Ucraina.

I DATI - Sul fronte dell’export, mentre l’Ucraina rimane solo un mercato potenziale per i prodotti scaligeri con un flusso di merci in uscita di 34,8 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013 (35,8 nel corrispondente periodo del 2012), la Russia rappresenta una destinazione molto promettente. L’export veronese è aumentato del 24,4% nei primi nove mesi del 2013 e si è attestato sui 279,2 milioni di euro. Un mercato promettente soprattutto per l’abbigliamento e il metalmeccanico. In Russia si esportano 61,8 milioni di euro di capi scaligeri, il 22,1% del totale. Cui bisogna aggiungere 17,5 milioni di articoli di maglieria e 7,6 di scarpe. In totale il fashion system pesa per il 31,1% sull’export verso la Russia, seguito dal metalmeccanico che pesa per il 29,8%.  83,4 milioni di euro in controvalore, tra macchine per impieghi speciali, macchine di impiego generale, cisterne, radiatori e contenitori di metallo. A rischio anche il mobile veronese che è tornato ad essere gradito al mercato russo: nei primi nove mesi del 2013 l’export è aumentato del 35,9% a 18,2 milioni. Il mobile scaligero pesa per il 6,5% su totale dell’export verso la Russia.

“Mi auguro che i due paesi trovino presto un accordo. Le conseguenze sul commercio con l’estero sarebbero pesanti – commenta Alessandro Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Verona – ma anche sui flussi turistici verso Verona. Perderemmo un’importante quota dell’incoming turistico di lusso. Questo ulteriore fattore di incertezza per le aziende siderurgiche veronesi, poi, non ci voleva proprio, considerate le annose vicende della Riva Acciai e la difficile situazione in cui versa il settore”.

L’Ucraina è uno dei principali partner delle imprese siderurgiche veronesi. Il paese rappresenta l’ottavo mercato per importazioni a Verona e il 95,5% del flusso di merci in entrata è rappresentato da prodotti della siderurgia: 193,9 milioni di euro sui 203 complessivamente importati, nei primi nove mesi del 2013. L’anno prima erano 225,3, il 14% in più, sempre nei primi nove mesi.

La lavorazione dei metalli è alimentata anche dalle importazioni russe. I prodotti della siderurgia rappresentano anche in questo caso la prima voce dei prodotti russi in entrata a Verona, l’82,3% del flusso totale di importazioni. A valore si tratta di 83,4 milioni di euro, in aumento dell’8,7% rispetto ai 76,7 dell’analogo periodo 2012.

 

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