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Gli stabilimenti Elcograf a Borgo Venezia (Foto web)

Gli stabilimenti Elcograf a Borgo Venezia (Foto web)

Verona, crisi Elcograf: l'azienda chiede un taglio sul salario da lacrime e sangue ai 500 dipendenti

IO vertici dell'ex Mondadori Printing di Borgo Venezia chiedono la Cassa integrazione straordinaria per 310 lavoratori: "Tagliare 6mila euro di media all'anno, a stipendio. Solo a Verona il lavoro costa così tanto"

Un capomacchina a Milano costa 7mila euro in meno che a Verona. Un dipendente medio significa 43mila euro di esborso da parte dell’azienda. Sarebbe il costo del lavoro il problema principale della Elcograf (ex Mondadori Printing), di Borgo Venezia. In queste ore l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori hanno firmato la richiesta per la Cassa integrazione straordinaria davanti ai funzionari del Ministero del Lavoro. Sono coinvolti 310 dipendenti su 504.

In sede, venerdì, è prevista invece l’assemblea delle rappresentanze sindacali interne. La posizione dell’azienda è quella, contestatissima, di tagliare il salario e aumentare le flessibilità. Non si sarebbe ancora arrivati agli “ultimatum” ma gli indizi che si proceda con il pugno di ferro ci sono. Niente più commesse a “marginalità negativa”. La soluzione sarebbe tagliare 6mila euro annui di media, per ciascun lavoratore, sul salario totale di 24mila. I conti li fa il responsabile delle Risorse umane, Maurizio Vercelli, sulle pagine del Corriere Veneto

“La realtà dei fatti è che il costo ora/lavoro medio a Verona è superiore ai 27 euro. All'azienda un dipendente medio, qui, costa circa 43 mila euro l'anno il che non ci mette fuori mercato solo con i nostri competitor esterni, ma anche internamente al gruppo. Un capomacchina a Melzo ci costa 7mila euro in meno che a Verona: quindi ci si chiede perché dovremmo stampare qui”

E ai sindacati è un’idea che non va giù. Chiedono un Piano industriale che tenga conto del costo del lavoro, delle commesse e del mercato. Chiedono garanzie sulla ipotizzata “credibilità”. Per Michele Corso, segretario generale della Cgil di Verona,

“Se il problema è il costo del lavoro allora meglio far lavorare gratis le persone, così che tutti trovino posto. Se, invece, il ragionamento è più serio dico che non si possono rincorrere i livelli dei salari della Polonia, perché dopo c'è qualche altro Paese in cui sicuramente il lavoro costa meno. Siamo di fronte ad un ricatto inaccettabile. Qui manca un piano industriale per aggredire il mercato”

Massimo Castellani, segretario Cisl, punta invece il dito contro la politica, sulle pagine del quotidiano locale:

“Ma dov'è la politica? Se non serve a regolare e a far rispettare i patti, a cosa serve? Non abbiamo bisogno di amministratori di condominio, ma di gente che abbia peso e capacità di incidere nelle scelte”

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