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Il Comune aumenta la tassa sui plateatici e da Confcommercio parte la protesta

La replica è affidata al presidente dell'associazione Paolo Arena: "C'era un 'patto tra gentiluomini' che prevedeva nessun aumento in conseguenza delle spese sostenute dagli esercenti per il rifacimento delle coperture dei plateatici"

Un fulmine a ciel sereno: Confcommercio Verona definisce così la decisione dell’amministrazione comunale di aumentare la tassa sui plateatici per piazza Bra, piazza Erbe e piazza dei Signori.

“Una decisione sconcertante – va giù duro Paolo Arena, presidente dell’associazione – tanto più che l’assessore Enrico Corsi, con il quale ci confrontiamo quotidianamente, mai aveva fatto cenno alla possibilità di applicare questo rincaro che appesantisce ulteriormente il fardello di imposte cui sono sottoposte le imprese. Per piazza Bra in particolare – evidenzia il massimo esponente di Confcommercio Verona – c’era un 'patto tra gentiluomini' che prevedeva nessun aumento in conseguenza delle spese sostenute dagli esercenti per il rifacimento delle coperture dei plateatici, rifacimento che ha dovuto seguire le linee guida imposte dalla Soprintendenza e dall'Amministrazione".

“E’ assurdo applicare un aumento del 50% in un momento così critico - prosegue Arena - Va precisato che all’aumento di visitatori della città, cui peraltro va dato merito a tutta la filiera del commercio, del turismo e dei servizi, non corrisponde un aumento dei volumi di affari che si mantengono in linea con quelli degli scorsi anni a fronte di una crescente dinamica dei costi gestionali. Riteniamo poi paradossale l’affermazione dell’assessore Corsi secondo cui tali risorse saranno gestite dall’assessorato al commercio e al turismo per iniziative di promozione turistica della città: non c’è già l’imposta di soggiorno per questo scopo? Inoltre, con quale logica si drenerebbero risorse solo a una parte della città, quella delle tre piazze più prestigiose, per ridistribuirle su tutto il territorio comunale?”.

"Per Confcommercio Verona non regge neppure il ragionamento secondo cui la tassa applicata nel Comune scaligero risulterebbe una delle più basse fra le città turistiche; se questo può essere in parte vero - annota Arena - va puntualizzato che sommando tutte le imposizioni locali oggi a carico delle imprese del terziario di mercato si raggiungono livelli altissimi, insostenibili per molte aziende. Se effettivamente l’amministrazione ha necessità di reperire risorse per sviluppare attività promo-turistiche, conclude Confcommercio Verona, deve attivare una forte azione di recupero dell’evasione dell’imposta di soggiorno: stando ai dati forniti dall’assessore al bilancio Pier Luigi Paloschi, vi è infatti una significativa elusione da parte soprattutto dell’extralberghiero".

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