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Verona, approvate le aliquote di Imu e Tasi: "Più basse per non colpire l'economia cittadina"

il sindaco Flavio Tosi: "Ogni volta che vengono ridotti i trasferimenti agli Enti locali, siamo costretti ad aumentare le tasse. In questo momento si cerca di non penalizzare le prime case e alcune attività importanti per l’indotto in città"

La Giunta comunale ha approvato le aliquote Imu e Tasi per il 2014. “Dato l’ulteriore taglio di 31 milioni di euro ai trasferimenti dello Stato centrale al Comune di Verona – ha detto il sindaco Flavio Tosi - nel decidere le aliquote Imu e Tasi abbiamo cercato di creare un equilibrio che andasse a colpire il meno possibile alcune categorie. Purtroppo ogni volta che vengono ridotti significativamente i trasferimenti agli Enti locali, questi ultimi sono costretti ad aumentare le tasse. In questo momento si cerca di non penalizzare eccessivamente le prime case e alcune attività importanti per l’indotto che generano per la città, in termini di economia e posti di lavoro”.

In sostanza rispetto alla proposta iniziale elaborata dalla Giunta nell’ambito del bilancio di previsione 2014, nella proposta di delibera approvata sono state apportate alcune modifiche: un intervento per andare incontro alle categorie economiche, diminuendo l’Imu di mezzo punto rispetto alla proposta iniziale: teatri, alberghi, opifici, fabbricati industriali e commerciali, se utilizzati dal proprietario, pagheranno il 7,6 per mille, aliquota che verrà versata interamente allo Stato, senza alcun introito per il Comune. Per quel che riguarda le aree fabbricabili, i cui valori sono rimasti invariati rispetto a tre anni fa il Comune ha dichiarato di essere andato incontro alle aree Peep, che potranno tagliare del 50 per cento l’imponibile.

Le altre modifiche rispetto alla proposta iniziale della Giunta riguardano l’aliquota Tasi per le unità immobiliari locate a canone agevolato, fissata al 2 per mille (la prima ipotesi era dell’1 per mille), che viene pagata dal proprietario al 70 percento e dall’inquilino al 30 per cento e l’aliquota Tasi per le unità immobiliari concesse in comodato gratuito a parenti di primo grado, che resta fissata all’1 per mille, ma solo se il comodatario appartiene a nucleo familiare con Isee non superiore a 15 mila euro l’anno. L’aliquota Tasi dell’abitazione principale è stata fissata al 2,5 per mille, con detrazioni decrescenti in base alla rendita catastale: euro 200 fino a rendita catastale pari a euro 350; euro 100 da rendita catastale 351 a 600 euro; euro 50 da rendita catastale 601 a 750 euro; nessuna detrazione per rendita catastale da euro 751 in su.  

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