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Verona, anche i carrozzieri contro il governo: 50 imprese veronesi in protesta a Roma

Forte preoccupazione tra le 1.327 imprese veronesi di autoriparazione (delle quali circa 400 sono le carrozzerie), che operano nel settore e che rischiano di trovarsi senza un’occupazione per la riforma sulle Rc auto

Entra nel vivo la protesta dei carrozzieri contro alcune norme della riforma dell’Rc auto, contenute nel decreto “Destinazione Italia” entrato in vigore lo scorso 24 dicembre. Mercoledì 15 gennaio, una cinquantina di carrozzieri veronesi, aderenti a Confartigianato Verona, Cna Verona e Casartigiani Verona, si uniranno a Roma ai loro colleghi provenienti da tutta la Penisola, per partecipare alla Manifestazione Nazionale, presso il Centro Congressi Capranichetta, nel corso della quale verranno presentate le proposte di modifica alla riforma dell’Rc auto. All’iniziativa interverranno rappresentanti del Governo e del Parlamento.

“Contestiamo la misura che porta il nome della senatrice Simona Vicari, che rende nei fatti obbligatoria la ‘forma specifica’ nel risarcimento dei danni ai veicoli incidentati – spiega Massimo Speri, presidente degli Autoriparatori di Confartigianato Verona -. In pratica viene imposto di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. In questo modo si rischia di far chiudere migliaia di carrozzerie indipendenti, che in Italia occupano circa 60mila addetti e che non operano in convenzione con le assicurazioni. In sostanza, si impedirebbe ai cittadini di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina di fiducia”.

A Verona c’è forte preoccupazione tra le 1.327 imprese di autoriparazione (delle quali circa 400 sono le carrozzerie), che operano nel settore e che rischiano di trovarsi senza un’occupazione. “Questa soluzione rappresenta l’esatto contrario delle liberalizzazioni - tuonano in coro Massimo Speri (Confartigianato Autoriparazione Verona), Dino Vincenzi (CNA Carrozzieri Verona)  e Giampaolo Ferrari (Casartigiani Autoriparazione Verona) - perché nei fatti si indirizzerebbe tutto il mercato della riparazione verso le carrozzerie convenzionate, attraverso una consistente penalizzazione di natura economica per chi volesse utilizzare un altro percorso attualmente previsto dalle leggi. Ciò espelle dal mercato la stragrande maggioranza delle carrozzerie indipendenti. In più, quello che gli automobilisti non sanno ed il Governo finge di non sapere è che alle carrozzerie convenzionate vengono imposte dalle Assicurazioni condizioni contrattuali capestro (basse tariffe orarie, tempi di riparazione ridotti, ricambi dati in conto lavorazione, servizi aggiuntivi richiesti a titolo gratuito, percentuali di ristorno sul fatturato) che costringe le carrozzerie convenzionate a lavorare sotto costo, mettendo così a rischio anche la qualità della riparazione. Inoltre, le carrozzerie indipendenti subendo le stesse condizioni delle carrozzerie fiduciarie, saranno strangolate dalle assicurazioni”.

IL PROBLEMA - La proposta governativa impedisce agli automobilisti la libertà di scelta di farsi riparare l’auto dalle carrozzerie di fiducia. Infatti, cosa accadrebbe se l’entità del risarcimento non corrispondesse al reale costo della riparazione? "Il decreto afferma che il risarcimento non può essere superiore a quello che valuta idoneo la compagnia di Assicurazione. In questo caso, lo sconto irrisorio (il valore di una pizza) praticato dalle assicurazioni in cambio della forma specifica rischia di essere sensibilmente oneroso per gli assicurati che- senza saperlo- accettano tale clausola contrattuale".

“E’ paradossale – concludono i tre dirigenti - che il decreto non abbia preso in considerazione il grande e palese conflitto di interesse in cui agiscono le Assicurazioni che, per legge, sono obbligate a risarcire il danno e non ad occuparsi direttamente della riparazione. Infatti, si permette a chi deve risarcire il danno, di decidere dove, come e quanto pagare. Le Assicurazioni hanno l’interesse a pagare il meno possibile, mentre i cittadini-consumatori hanno il sacrosanto diritto ad essere risarciti per il costo reale del danno subito. La misura governativa impedisce tra le altre cose al consumatore di cedere il credito della riparazione al carrozziere (cosa impensabile perché tale dispositivo di tutela del consumatore è previsto da una sentenza della Suprema Corte e dal Codice civile). Per tutti questi motivi saremo a Roma per far sentire la nostra voce”.

I DATI - La riserva alle officine convenzionate con le compagnie condiziona la struttura di offerta in un settore che sta soffrendo del calo della domanda interna: nel biennio 2012-III trim. 2013 il fatturato dell'autoriparazione è sceso del 6,8%. Al contrario, nell'ultimo biennio rilevato dall'Istat (2011-2012) il valore aggiunto del settore assicurativo e bancario è salito del 3,7% in termini reali; nello stesso periodo l'economia perdeva l'1,6% del valore aggiunto.

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