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Il Veneto è la prima regione turistica d'Italia anche nel 2012

L'economia del turismo sembra fare da specchio a quella nazionale: calano infatti i visitatori italiani mentre sono in aumento tedeschi, olandesi, britannici, svizzeri, russi, danesi e statiunitensi

Il Veneto si conferma in scioltezza prima Regione turistica d’Italia anche per il 2012, con 62.351.657 presenze, delle quali il 64,8 per cento di ospiti stranieri, e 15.818.525 arrivi, dei quali il 64,7 per cento stranieri. Tradotto in altri termini, ogni sei pernottamenti in Italia, uno (e qualcosa di più) è registrato in Veneto.

BORSA ITALIANA DEL TURISMO - I motivi del primato del Veneto sono in vetrina da oggi a domenica 17 febbraio alla BIT, Borsa Italiana del Turismo, ospitata nel Polo Fieristico di Rho – Pero. Lo spazio dell’ospitalità veneta è allestito nel Padiglione 1, settori B25 B29 D26 D30, dove sono proposti Venezia, Città d’arte e Ville venete, Mare e Spiagge, Dolomiti e Montagna, Lago di Garda, Terme Euganee, Po e suo Delta, Pedemontana e Colline venete, Fondazione Arena di Verona, Fenice di Venezia segmenti aeroportuali, crocieristica e navigazione, parchi tematici e il programma dei Misteri curato dall’Unione Pro Loco del Veneto. Il tutto è reso più gustoso dall’Enoteca veneta, con assaggi dei prodotti enogastronomici più famosi a livello mondiale.

MARINO FINOZZI - "Il Veneto conserva insomma il suo appeal mondiale come regione ospitale e terra del bello, del buono e dell’accoglienza – sottolinea l’assessore regionale al turismo Marino Finozzi – anche se, in questo quadro sostanzialmente luminoso per un’annata critica come quella trascorsa, non mancano le ombre. I numeri confermano infatti la pesante crisi economica che morde sempre più gli italiani, che si riflette sulla capacità di spesa delle famiglie. Infatti il dato positivo degli arrivi e quello non negativo delle presenze (che calano di pochissimo, nel 2011 era 63,4 milioni) è infatti ottenuto grazie al turismo straniero, mentre quello nazionale è crollato, soprattutto nella seconda metà dell’anno, con una diminuzione complessiva dell’8,7 per cento sulle presenze e del 2,9 per cento in termini di arrivi. Il che significa che intere famiglie italiane hanno rinunciato alle vacanze e che in ogni caso la durata delle vacanze è molto più ridotta che in passato. "

L’economia turistica sembra essere lo specchio dalla situazione economica italiana e mondiale. "In Veneto la specularità è evidente: i dati turistici in termini di arrivi e presenze – ha fatto presente l’assessore regionale al turismo in apertura della BIT di Milano – evidenziano la contrazione dei redditi dei nostri concittadini, ma anche la crescita, e la conseguente voglia di viaggiare, dei turisti provenienti dai Paesi la cui economia tiene o sale, nonostante la crisi."

IL TURISMO STRANIERO - Se prendiamo in considerazione le prime dieci provenienze per numero di pernottamenti di turisti in Veneto, regione che ha il primato assoluto in Italia nel settore dell’ospitalità, i tedeschi crescono del 2,6 per cento, gli austriaci calano del 2,2, gli olandesi aumentano del 5,3 per cento, i francesi arretrano dell’1,1 per cento, i britannici salgono del 9,3 e gli svizzeri fanno registrare un +4,8 per cento, gli statunitensi aumentano dello 0,6. Sono assolutamente significativi il + 10 per cento dei danesi e il + 19,5 per cento dei Russi ormai nella top ten delle presenze, mentre il decimo posto va al Belgio – Lussemburgo, con +0,3. Sono pure indicativi in positivo il + 15,5 per cento dei cinesi, un turismo un po’ mordi e fuggi ma molto interessante, che si colloca al 13° posto per presenze ma al sesto posto quanti ad arrivi con un + 17,6. I Paesi le cui economie tengono fanno inoltre registrare il +13.3 per cento degli irlandesi, il + 4,6 per cento degli indiani, il + 2 per cento dei brasiliani, il + 9,3 per cento dei sudafricani. Per contro calano pesantemente i turisti dai Paesi più in crisi: gli spagnoli (il 20 per cento in meno), i portoghesi (- 11,1 per cento) e i greci (- 32,2 per cento). Gli italiani purtroppo crollano dell’8,7 per cento, portando il rapporto tra pernottamenti di turisti nazionali e quelli di turisti stranieri al 35,2 per cento a fronte di un 64,8 per cento di ospiti provenienti dall’estero.

"Va anche detto – ha sottolineato l’assessore regionale – che la crescita sia dei nostri ospiti più affezionati, i tedeschi, sia di quelli provenienti dalle economie emergenti e dal Nord Europa, dimostrano l’efficacia delle nostre azioni di promozione, orientate proprio e principalmente su questi mercati che consideriamo in ogni caso promettenti. E parlo – ha sottolineato – di campagne promozionali realizzate all’insegna dell’oculatezza e del risparmio, con il concorso e la partecipazione convinta dei nostri imprenditori."

I DATI - Se guardiamo ai comprensori turistici, che in Veneto comprendono tutte le tipologie, dal mare alla montagna, dal lago alle città d’arte alle terme, abbiamo una fotografia delle preferenze degli ospiti, che prediligono il Garda, comprensorio assolutamente in controtendenza nazionale che vede crescere le presenze del 4,9 per cento, grazie soprattutto al massiccio arrivo di tedeschi. Tengono bene le città d’arte, che registrano una lieve crescita dello 0,1 per cento, nonostante la performance altalenante di Venezia, che si conferma in ogni caso prima in assoluto 9.310.132 presenze, e di Verona, stabilmente al secondo posto con circa 1.593.521 presenze. Cala invece, e pesantemente, la montagna, sostenuta peraltro in questi ultimi due mesi da una stagione invernale promettente (ma la diminuzione di presenze nel corso del 2012 è del 9,3 per cento); cala anche il settore balneare (-3,7 per cento) tradizionalmente il primo del Veneto, che vede le presenze scendere sotto i 26 milioni. Cala infine il comparto termale, che ha il suo fulcro nel bacino euganee, il più grande d’Europa, con una diminuzione delle presenze del 4,1 per cento. Altri dati significativi sono quelli che si riferiscono al movimento turistico nelle diverse tipologie di strutture ricettive. Rimane confermata la ricerca di qualità da parte dei turisti, con un calo del 6,3 per cento delle presenze negli alberghi a una o due stelle e una crescita dello 0,6 per quelli a 4 stelle. Cala invece pesantemente, un po’ a sorpresa dopo una crescita costante nell’ultimo lustro, l’appeal degli alberghi a 5 stelle e di lusso, dove i pernottamenti sono diminuiti del 7,4 per cento. Crescono invece dell’8,5 per cento le presenze in agriturismo (il cui fascino è in continuo e costante aumento anche se, ad essere pignoli, nel 2012 la crescita non è a due cifre percentuali) e dell’1,6 per cento quelle nei campeggi e villaggi turistici.

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