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Turismo, la Regione Veneto approva a larga maggioranza il Piano Strategico

L'assessore Federico Caner: «Innovazione, trasversalità e trasporti, accoglienza diffusa saranno gli aspetti portanti, senza dimenticare la promozione»

Turisti a Verona (Foto di repertorio)

Ieri, 29 gennaio, il consiglio regionale del Veneto ha esaminato e approvato con 39 voti favorevoli e 2 astenuti, il nuovo Piano Strategico Regionale del Turismo.

La discussione è stata introdotta dal relatore, il presidente della sesta commissione consiliare Alberto Villanova: «Il Piano Strategico del Turismo Veneto non cerca tanto di risolvere problemi contingenti, ma di investire sul medio lungo periodo per sviluppare al meglio una risorsa fondamentale, quale è il turismo nella nostra Regione, dato che esso crea un ingente indotto economico e occupazionale. Il piano definisce sei assi:

  1. Prodotti Turistici, con il passaggio da un modello di offerta di "destinazione" ad uno di motivazione ed esperienza, dalla logica del tematismo territoriale a quella del prodotto, a beneficio di un rinnovato turista, consapevole ed informato e che può organizzare in autonomia ogni parte della sua vacanza.
  2. Infrastrutture, che definisce le azioni per favorire la mobilità turistica nel Veneto, in considerazione del fatto che le nostre destinazioni turistiche, per poter essere competitive sul mercato, nazionale ed internazionale, devono poter fruire di una rete di infrastrutture, anche digitali, che possano garantire una mobilità efficiente.
  3. Turismo Digitale, per dare vita alla "sharing economy", o economia collaborativa.
  4. Accoglienza e Capitale umano, per far crescere le destinazioni turistiche regionali in capacità di organizzazione, informazione ed accoglienza.
  5. Promozione e Comunicazione, per definire azioni per organizzare e praticare un marketing integrato per creare economie di scala.
  6. Governance partecipata, per la costruzione di un osservatorio regionale per il turismo, azioni di comunicazione interna, al fine di favorirne la condivisione a livello regionale, e azioni per il monitoraggio e la valutazione del piano.

Durante la discussione la consigliera del Partito Democratico Francesca Zottis ha definito il Piano Strategico «vera svolta per il turismo veneto - e ha aggiunto - Si tratta di un piano ambizioso che tuttavia andrà seguito. Occorre ridurre la frammentazione esistente tra i diversi settori coinvolti e integrare maggiormente la componente pubblica e privata. Serve una visione complessiva del turismo veneto, trasversale tra i diversi settori coinvolti». E sempre per il PD, Claudio Sinigaglia ha puntualizzato: «Si punta molto, giustamente, sulla digitalizzazione, sul web, sulla definizione di nuove imprese turistiche, tuttavia queste idee innovative devono essere tradotte in nuove politiche formative per dare vita a nuove professioni e a nuove professionalità. Bisogna investire inoltre sugli impianti sportivi e sulla promozione turistica del bacino termale dei Colli Euganei».
Mentre Piero Ruzzante di Liberi e Uguali ha sottolineato che: «il trasporto pubblico locale non è ancora all'altezza delle giuste ambizioni del Piano». Stesso tasto toccato dalla consigliera Patrizia Bartelle: «Denuncio come il Polesine è servito da linee ferroviarie inefficienti. Se la prima industria è il turismo, allora bisogna investire maggiormente sulle infrastrutture e sui trasporti regionali».
Per il Movimento 5 Stelle ha preso la parola Simone Scarabel: «Abbiamo un problema concreto, rappresentato dal sovraffollamento turistico, ahimè per lo più "mordi e fuggi", del centro storico di Venezia, mentre altri centri stanno vivendo un momento di difficoltà. Il piano non può essere la soluzione definitiva di questo problema, ma lo deve affrontare seriamente. Occorre redistribuire le presenze turistiche su tutto il territorio regionale. Mi auguro inoltre che il marchio "Land of Venice" si sviluppi in tutta la Regione, ma coinvolga anche il settore agroalimentare, rafforzando sia il marchio promozionale sia quello qualitativo del settore».

Chiusa la discussione generale, è intervenuto l'assessore regionale al turismo Federico Caner.

Abbiamo creato un tavolo apposito per affrontare il problema delle infrastrutture, denunciato giustamente oggi, perché è necessario poter disporre di una mobilità efficiente su tutto il territorio regionale - ha replicato Caner - Preciso che il brand "Land of Venice" è un marchio promozionale, non di qualità, ma in futuro auspico un'integrazione tra aspetto promozionale e qualitativo di un determinato territorio. È inserita nel piano la Carta dell'Accoglienza, con una formazione specifica non solo degli operatori turistici ma anche di coloro che comunque lavorano nell'ambito turistico, anche se non coinvolti direttamente nella ricettività.
Il turismo veneto, per rimanere competitivo sul mercato nazionale e internazionale, deve dotarsi di una linea strategica chiara, condivisa con il territorio, investendo sulle strutture ricettive, anche grazie ai fondi europei, sulle start up e su reti di impresa per creare progetti innovativi. Dovrà essere inoltre curato l'aspetto organizzativo, andando oltre il tavolo di concertazione per coinvolgere tutti gli attori del territorio.
Innovazione, trasversalità e trasporti, accoglienza diffusa saranno gli aspetti portanti del Piano Strategico del Turismo Veneto, senza dimenticare la promozione, soprattutto all'estero, e una particolare attenzione per il mercato interno, comunque importante.

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