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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Economia

Un veronese in Cina per sviluppare il fotovoltaico

Cuzzolin, presidente AcqueVeronesi, protagonsita di una nuova join venture

E’ nata grazie ad un veronese l’attività che unisce Italia e Cina nello sviluppo di energie alternative. E’ infatti anche grazie al lavoro compiuto dall’ingegnere Guido Cuzzolin – general manager della milanese Trp, azienda costituita lo scorso anno per progettare e gestire impianti fotovoltaici dall’imprenditore Gilberto Gabrieli, che opera in Cina dal 2003 occupandosi di energie rinnovabili – che nei giorni scorsi è stata ratificata a Shangai una joint venture con un’azienda di Stato cinese.

La Saae (Shangai aerospace automobile electromedichal co.), che è quotata nella Borsa cinese con una capitalizzazione di 900 milioni di euro e fa capo alla holding Casc (China aerospace science and tecnology corporation), che impiega oltre 5mila dipendenti, un quarto dei quali si dedicano proprio alla ricerca sul fotovoltaico.

Come si diceva per la parte italiana un ruolo fondamentale ce l’ha avuto Guido Cuzzolin. Il quale è noto anche per essere il presidente di Acque Veronesi, la società cooperativa che gestisce il servizio idrico integrato in settanta Comuni del Veronese, ma che si occupa professionalmente di energie ed innovazioni tecnologiche da lungo tempo. “Questa partnership – spiega l’ingegnere veronese – nasce al temine di un percorso che era stato avviato nell’agosto del 2009 e che ha ottenuto l’approvazione del Ministero del commercio estero cinese. Alla fine si è quindi arrivati alla costituzione di una joint venture paritetica, Trp-Pve, che ha l’obiettivo di cooperare nello sviluppo del business fotovoltaico in Italia e in altri paesi europei”. Una realtà che rappresenta il branch dedicato al fotovoltaico della holding Trp, la quale controlla anche l’azienda veronese Trp-Geo. Azienda di cui è amministratore Cuzzolin e che sta sviluppando una centrale geotermica da 65 Mw in Ungheria.

Il piano strategico, che è già operativo, prevede l’installazione nel corso del 2010 di 27 MW elettrici in Italia e negli anni successivi uno sviluppo dell’attività tale da arrivare a coprire una rilevante quota del mercato europeo. Dietro l’operazione ci sono fondi Unicredit, con 33,4 milioni di euro, e China development bank, con 51,4 milioni di euro e l’unico partner tecnologico è Terni Energia, che realizzerà gli impianti, anche se su questo c’è l’ipotesi di un coinvolgimento di Ansaldo Energia. I primi interventi si svolgeranno nel centro-sud, visto che il gruppo Tvr ha appena chiuso un accordo per un impianto in Sardegna da 11,8 mw e un altro in Puglia da 1 mw.

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