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Vini Valpolicella. Ridotta la cernita delle uve per Amarone e Recioto

Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella: "Tutte le componenti hanno compreso che ognuno deve rinunciare a qualcosa per tutelare la redditività"

Dopo il blocco degli impianti, altro sì della Regione Veneto ad una richiesta del Consorzio Tutela Vini Valpolicella. Autorizzata la riduzione al 40% della cernita delle uve per produrre l'Amarone e il Recioto per la campagna 2016. La percentuale si riferisce alla resa di uva prevista dal disciplinare di produzione e non alla produzione effettiva. In sostanza i produttori potranno mettere a riposo al massimo 4,8 tonnellate di uva a ettaro anziché le 7,8 tonnellate previste come tetto dal disciplinare.

"In una situazione mondiale del comparto difficile - spiega Christian Marchesini, presidente del Consorzio - i vini delle denominazioni Valpolicella danno soddisfazione. Il sistema Valpolicella funziona perché c’è una stretta interconnessione tra tutti gli attori della filiera. Proprio per tutelare questo successo si rendono necessari provvedimenti per governare l’offerta".

La riduzione della percentuale di cernita è l’unico strumento a disposizione del Consorzio per perseguire questo fine. "Tutte le componenti, dai produttori di uva, alle aziende medie e grandi, fino agli imbottigliatori e alle cooperative - ha continuato Marchesini - hanno compreso che ognuno deve rinunciare a qualcosa per tutelare la redditività. Nessuno può tirarsi indietro rispetto alla responsabilità di decidere".

Il continuo incremento di ettari vitati, grazie all’uso del portfolio di diritti di impianto, ha determinato un conseguente aumento di potenziale vino Amarone e Recioto della Valpolicella, definito "non sostenibile per le attuali quote di mercato disponibili". Nel 2015 la superficie ha toccato quota 7.596 ettari, con una prospettiva di espansione di ulteriori 533 ettari tra il 2017 e il 2018. Di conseguenza, vista la maggior superficie, l’uva a riposo dal 2000 ad oggi è triplicata, mentre dal 2010 ha registrato un + 41%. Paragonando due annate recenti, simili per condizioni climatiche favorevoli, la 2012 e la 2015, si è avuto un incremento pressoché analogo di circa il 13,8% annuo. E attenta valutazione meritano anche i tassi di utilizzo della denominazione Amarone, di anno in anno sempre più elevati.

A fronte di un possibile aumento della produzione, i consumi risultano invece stazionari, se non in diminuzione, nei principali mercati. Desta preoccupazione, inoltre, il mercato nord europeo per quanto riguarda il Ripasso che ha fermato la sua crescita a causa della concorrenza dei vini da appassimento.

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