Stagione turistica ferma e ripartenza incerta. «Ma la speranza resta»

Il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni: «La speranza che, passata la tempesta, ci sia tanta voglia di vacanza e gli italiani imparino a riscoprire le bellezze che gli stranieri ci invidiano»

Lago di Garda (Foto di repertorio)

Se non ci fossimo trovati in questa triste stato di emergenza sanitaria, ieri 4 aprile, sul Lago di Garda ci sarebbe stata l'inaugurazione della stagione turistica con la riapertura della maggior parte delle strutture ricettive. Tradizione vuole, infatti, che la riapertura avvenga poco prima di Pasqua. Purtroppo, quest'anno non è stato così e gli operatori turistici del territorio stanno vivendo con angoscia un periodo durante il quale solitamente avrebbero fatto programmi e avrebbero raccolto prenotazioni per l'estate. Ad oggi, invece, è tutto fermo e nessuno sa dire con esattezza quanto tempo ci vorrà, non tanto per tornare alla normalità ma quantomeno per ripartire.

Per noi il periodo pasquale e i ponti del 25 aprile e 1 maggio hanno sempre rappresentato un importante trampolino per l'inizio della stagione turistica e lo scorso anno abbiamo registrato una buona affluenza di turisti - è stata l'amara considerazione del presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni - Quest'anno sicuramente resteremo chiusi per tutto il mese di aprile e la prima metà di maggio, ma non vogliamo spingerci oltre con le previsioni, aspettando di poter valutare l'evolversi della situazione. In ogni caso la ripresa, quando avverrà, sarà molto lenta e non facile sotto molti aspetti. Costringerà gli operatori a ridurre il personale, una enorme perdita di capitale umano, un patrimonio di competenze che in tutti questi anni si è formato e specializzato nelle nostre strutture ricettive. Ci sarà la necessità di adottare rigorose e certificate misure di sanificazione perché il cliente vorrà avere la sicurezza di dormire in stanze non contaminate. Si dovrà faticare molto per far quadrare le uscite con le entrate visto che si potrà fare affidamento su un turismo quasi esclusivamente italiano, mentre l'80% degli ospiti abituali sono stranieri, soprattutto di lingua tedesca. Oggi l'Italia è isolata dal resto del mondo e tra qualche tempo ci potremmo trovare nella situazione in cui noi saremo quasi completamente usciti dalla crisi, ma i tedeschi ancora no e questo per noi sarebbe un grosso problema. Il danno economico quindi, anche avvalorando l'ottimistica prospettiva di riapertura a giugno, sarebbe comunque enorme. Si stima una flessione negativa dei flussi di fatturato del 50/60%. Ma la speranza resta. La speranza che, passata la tempesta, ci sia tanta voglia di vacanza e gli italiani imparino a riscoprire le bellezze che gli stranieri ci invidiano. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà presenti e future e per questo è fondamentale, in questo momento, dialogare innanzitutto tra di noi e poi con le istituzioni locali e nazionali. La nostra associazione è presente e sta facendo il massimo per informare gli associati sui quotidiani aggiornamenti che riguardano la categoria ma soprattutto per sostenere e amplificare le loro richieste. A questo proposito un paio di settimane fa insieme a Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, abbiamo inviato a tutti i Comuni del territorio una lettera con una serie di richieste a supporto di una categoria molto provata. Le nostre richieste riguardavano per esempio la riduzione e differimento della tassa sui rifiuti, la riduzione dell'aliquota Imu, la riduzione dell'imposta per le insegne, il dimezzamento dell'ammontare annuale del canone relativo all'occupazione del suolo pubblico e il posticipo del pagamento dei canoni delle concessioni demaniali; ma si chiedeva anche l'impegno ad utilizzare l'imposta di soggiorno per azioni mirate di promozione turistica straordinaria per il rilancio del Lago di Garda ad emergenza conclusa. Ci si è inoltre raccomandati di non intraprendere iniziative singole e locali, bensì di valutare l'adesione a progetti strutturati di sistema e di ampio raggio, che verranno promossi dal consorzio di promozione Garda Unico per la valorizzazione unitaria della destinazione turistica Lago di Garda. Fortunatamente dai Comuni stanno arrivando segnali confortanti. Al momento Davide Bendinelli (Garda) e Davide Benedetti (Brenzone sul Garda), ci hanno risposto per iscritto mentre ho ricevuto rassicurazioni telefoniche da parte di Luca Sebastiano (Lazise) e Filippo Gavazzoni (Peschiera del Garda). Tutti testimoniano la loro disponibilità a valutare e a venire incontro a queste necessità non appena sarà finita l’emergenza sanitaria e ci si potrà ritrovare attorno ad un tavolo. Compatibilmente, è ovvio, alle proprie risorse di bilancio sicuramente indebolite dalla situazione in corso. Sappiamo che anche gli altri Comuni in questi giorni stanno prendendo in considerazione le nostre richieste. Ci conforta constatare che le amministrazioni locali dimostrino solidarietà, consapevoli che aiutando il settore alberghiero in realtà aiutano anche il settore dell’indotto e quindi gran parte dei concittadini perché la sussistenza di molti di loro, in un modo o nell’altro, ruota attorno al turismo.

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Federalberghi Garda Veneto in questo periodo sta collaborando attivamente con il Consorzio Lago di Garda Veneto e i Consorzi Lombardia e Trentino perché riparta al più presto, subito dopo l’emergenza sanitaria, un serio programma di marketing turistico del Lago di Garda Unico. «Speriamo che da questa triste esperienza si riesca ad attivare quella sinergia unitaria auspicata da anni», ha concluso De Beni.

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