Lunedì, 20 Settembre 2021
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Indagine Confturismo, italiani depressi: prima data per una settimana di vacanza? Agosto

Il 43% degli intervistati avrebbe voluto fare una vacanza già a Pasqua, ma regna lo sconforto

Lago di Garda

A Natale quando il governo annunciò le chiusure per le festività il sindaco del Comune gardesano di Torri del Benaco, Stefano Nicotra, in un lungimirante video sui social ammonì l'esecutivo chiedendo che si prestasse attenzione al fatto che nel giro di cento giorni si sarebbe arrivati a Pasqua. Quelle pasquali, ricordò in tempi non sospetti il primo cittadino torresano, sono vacanze fondamentali non solo per il senso religioso che si portano appresso per chi sia credente, ma anche perché da un punto di vista ben più triviale e materiale coincidono con la "fioritura" primaverile di tutto il lago di Garda. Non si parla, evidentemente, soltanto di piante, ma anche di attività commerciali, imprese, bar e ristoranti che, proprio nel periodo di Pasqua, soprattutto nelle splendide località di villeggiatura del lago, sono solite avviare la loro "stagione" turistica. Difficile farlo, tuttavia, ai tempi del coronavirus con il blocco degli spostamenti turistici e, persino, la stessa chiusura forzata di molte attività.

Inevitabile allora che la fiducia verso il futuro e le prospettive vacanzierie siano ancora oggi ai minimi storici. A confermarlo è un'indagine realizzata a fine febbraio da SWG per conto di Confturismo. Il virus continua a spargere insicurezza e l'avvio della campagna vaccinale, che certo non procede molto spedita, non ha mitigato paure e pessimismo diffusi. Secondo l'indagine di SWG «il 37% degli intervistati dichiara che quest’anno farà meno vacanze dell’anno scorso, annus horribilis per il settore, e la data più probabile della prossima partenza viene identificata a giugno per un primo weekend, a luglio per uno short break di 2-3 giorni e ad agosto per una vacanza di almeno 7 giorni».

Insomma, niente vacanze di Pasqua, per quanto il desiderio di poterle effettuare sarebbe ancora assai vivo: «Il 43% degli intervistati avrebbe voluto fare una seppur breve vacanza a Pasqua, non si sarebbe comunque mosso dalla propria Regione, o al massimo sarebbe andato in una Regione confinante pernottando 1 o 2 giorni, prevalentemente in case di proprietà, in affitto o di amici e parenti. L’indice di fiducia si assesta ormai da 3 mesi su valori piuttosto "deprimenti" raggiungendo, a febbraio, quota 50 su 100, 10 punti sotto febbraio 2020». 

Commentando i dati dell’indagine, il presidente di Confturismo, Luca Patanè, ha sottolineato che «dopo oltre un anno di fermo macchina, la ripartenza del turismo, che si allontana di mese in mese, dovrà essere sostenuta e accompagnata a lungo con misure specifiche su credito, fiscalità, lavoro, e con una programmazione adeguata». Lo stesso presidente di Confturismo Luca Patanè ha poi aggiunto: «Il nuovo Ministero del turismo è un grande segnale, ma tre mesi per renderlo totalmente operativo sono impensabili, soprattutto ora che il governo sta intervenendo sul PNRR approvato a gennaio, che al settore dedica attenzione a dire poco marginale. Siamo a disposizione del ministro e del suo staff - ha concluso il presidente di Confturismo Luca Patanè - con progetti concreti, non chiacchiere, e con una visione del turismo coerente con quanto Covid-19 ci ha insegnato, soprattutto in tema di trasversalità al resto dell’economia e di elementi su cui puntare per il rilancio, incluse componenti innovative».

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