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Torna il Sistri, artigiani in rivolta: "Non funziona"

Torna il Sistri, artigiani in rivolta: "Non funziona"

Torna il Sistri, artigiani in rivolta: "Non funziona"

Il presidente di Confartigianato Verona Bissoli: "Paghiamo per la terza volta un sistema sbagliato"

Dopo un’altalena di decisioni che, nell’arco di pochi mesi, ha fatto prima slittare, poi sparire del tutto e infine ricomparire il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi nella normativa italiana, il cosiddetto Sistri, il risultato finale è che decine di migliaia di imprese artigiane il 30 aprile del prossimo anno saranno chiamate a pagare per la terza volta il contributo, nuovamente prima che il sistema funzioni davvero. “Se la cosa non fosse tremendamente seria ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate”, dichiara con amarezza il presidente di Confartigianato Verona Andrea Bissoli, che precisa “solo per il Veneto si tratterà di 2,8 milioni di euro che si sommeranno ai 5,6 milioni già versati nei due anni precedenti. Otto milioni e mezzo di euro drenati alle imprese che gridano vendetta”.

Il sistema di tracciabilità Sistri è ritornato operativo, ma con entrate in vigore differenziate. Il 9 febbraio 2012 partirà la tracciabilità dei rifiuti per tutte le imprese al di sopra dei 10 dipendenti, mentre per i produttori di rifiuti speciali pericolosi al di sotto di questa soglia (a meno che non ci sia nel frattempo un nuovo decreto che introduca regole diverse) l’obbligo scatterà il 1 giugno 2012. Quindi, dopo la scadenza del contributo 2012 che scatterà il 30 aprile.

“Non ne possiamo più – prosegue Bissoli –, gli artigiani veronesi e i nostri colleghi veneti non sono più disposti a fare sacrifici inutili e a gettare soldi, anziché rifiuti, nel cassonetto. La Confartigianato del Veneto sta lavorando in questo senso. Il governo, il ministero dell’Ambiente e quello per la Semplificazione devono approfittare di questo nuovo periodo transitorio introdotto dalla nuova legge non solo per la necessaria verifica tecnica delle componenti software e hardware, ma soprattutto per emanare entro i novanta giorni dalla sua entrata in vigore, il previsto decreto con il quale è possibile escludere le piccole imprese dal sistema di tracciabilità. E’ l’ultima occasione per dimostrare che l’Italia è un Paese normale”.

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