La sede dell'azienda è sul tracciato della Tav, preoccupazione per Ancap

Il consorzio Capav 2, che deve realizzare l'Alta Velocità Brescia-Verona, secondo i sindacati si sarebbe dovuto occupare anche del trasferimento, che però ancora non è stato realizzato: «Stallo burocratico che ci lascia nell'incertezza»

Ancap (Foto Facebook)

Un'azienda veronese è a rischio per colpa dell'Alta Velocità Brescia-Verona. Si tratta dell'Ancap, che dal 1964 produce procellana di alta qualità e che ora si trova sul percorso della Tav lombardo-veneta. Un problema che non si può risolvere con lo spostamento del tracciato e quindi chi si deve spostare è l'azienda. I vertici di Ancap si sono a lungo confrontati con Cepav 2, ovvero il consorzio che si è aggiudicato il bando per la realizzazione della Tav, e sembrava che una soluzione fosse stata trovata: Cepav 2 avrebbe trovato un'area a Sona dove si sarebbe potuta trasferire Ancap. Un trasferimento di cui si sarebbe dovuta occupare Cepav 2, secondo quanto riferiscono i sindacati, i cui obblighi nei confronti dell'azienda sarebbero quelli di mantenerne occupazione, capacità produttiva e quote di mercato. Il trasferimento si sarebbe dovuto svolgere prima dell'inizio dei lavori dell'Alta Velocità, ma i lavori sono partiti e l'Ancap è ancora nella sua sede.

Si è dunque creata una situazione di stallo che sta facendo preoccupare le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Verona e le loro Rsu aziendali.

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Ci siamo incontrati con la direzione aziendale nell'intento di conoscere quali possano essere le criticità sul trasferimento dell'azienda ma ad oggi si è compreso che siamo nel mezzo di uno stallo burocratico che lascia sull'azienda un'incertezza che non può essere tollerata e che sta provocando danni alla stessa ed ai suoi lavoratori - hanno scritto Luca Ferronato di Femca Cisl, Michele Zamperini di Filctem Cgil e Michele Martino di Uiltec Uil - Ancap, ad oggi, occupa oltre un centinaio di dipendenti. L'impatto sarebbe negativo per il territorio, per gli stessi lavoratori e le loro famiglie. Si perderebbero professionalità e conoscenze non spendibili nel territorio; l'ennesima perdita di ricchezza e occupazione in un'area già provata da anni di crisi e cambiamenti di mercato che ha visto comunque Ancap tenere la posizione essendo, la sua, una lavorazione particolare nell'ambito della produzione di porcellana di alta gamma. Siamo perciò preoccupati sia per la continuità produttiva che per l'impatto occupazionale, ma decisi a mobilitarci per incontrare, dove e se necessario, tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel progetto. Serve l'impegno di tutti a salvaguardia di lavoratori ed impresa, con atti concreti in tempi certi e rapidi. Nel caso il nostro grido di allarme non venisse accolto ci vedremo costretti ad alzare il livello della mobilitazione dei lavoratori già esasperati da una situazione di incertezza per il futuro del loro lavoro.

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