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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Il sindacato: «Sei anziani su dieci vivono in Veneto con 700 euro di pensione, assegno donne è metà degli uomini»

Preoccupano l'inflazione e la stima di un esborso extra a famiglia di 135 euro per l’energia elettrica e di 180 euro per il metano, oltre all'«enorme differenza fra le pensioni degli uomini e quelle delle donne»

«L’inflazione corre, le pensioni stanno ferme al palo. Si profila un periodo molto ostico per i pensionati veneti se non interverranno provvedimenti del governo volti a tutelare gli anziani più poveri e il loro potere d’acquisto». Ad affermarlo in una nota è il Spi Cgil del Veneto che ha analizzato in profondità la «situazione dei pensionati veneti», con un focus puntuale riferito a tutti i comuni della nostra Regione. Il principale risultato «non è per nulla confortante», spiega la nota del Spi Cgil, perché rivela come «in Veneto più del 60% dei pensionati (circa 685.600 anziani) del settore privato portano a casa assegni inferiori ai mille euro lordi al mese che corrispondono a poco più di 700 euro netti».

La percentuale dei pensionati under 1.000 euro lordi al mese si impenna poi se parliamo di donne: «Più di 8 pensionate venete su 10 (circa 500mila) rientra in questa categoria, - spiega il Sindacato pensionati italiani Cgil - contro il 40% degli uomini (195.500). D’altra parte, il divario di genere è evidente anche esaminando solo le medie degli assegni previdenziali complessivi: in Veneto la pensione media dei maschi è di 1.355,24 euro, alle donne arriva invece circa la metà, 711,98 euro».

La questione, secondo il sindaco, diventa oggi ancora più pressante, perché «dopo anni di stagnazione se non addirittura di recessione, si registra una impennata dell’inflazione, trainata da luce (+ 30%) e gas (+15%)». Un aumento che, stima il sindacato, per una coppia di anziani in una casa di 80 metri quadri «può significare in media un extra-esborso (rispetto all’anno precedente) di 135 euro per l’energia elettrica e di 180 euro per il metano».

Sul tema è intervenuto Giuseppe Di Girolamo, della segreteria Spi Cgil del Veneto, il quale spiega: «La situazione è molto preoccupante e lo diciamo da tempo. Per noi è fondamentale che gli anziani non vedano eroso il proprio potere d’acquisto quindi l’adeguamento delle pensioni all’inflazione deve essere una priorità e su questo fonte non si possono più chiedere sacrifici ai pensionati, come successo troppo spesso negli anni passati. Ricordiamo che in Veneto l’inflazione è rimasta molto bassa negli ultimi tempi, a volte sotto lo zero. Ora, - aggiunge Giuseppe Di Girolamo - grazie alla ripresa economica, si sta impennando e superando il 2,5%. Le pensioni devono ottenere una adeguata rivalutazione».

I sindacati si dicono «critici» in riferimento alla bozza della riforma fiscale che, a loro avviso, dimostrerebbe «pochissima attenzione per le problematiche dei pensionati». In merito, Giuseppe Di Girolamo conclude: «Fra le nostre rivendicazioni, oltre alla riduzione della tassazione sugli assegni previdenziali che è la più alta d’Europa, non può mancare quella relativa al divario di genere negli assegni previdenziali. L’enorme differenza fra le pensioni degli uomini e quelle delle donne non è più sostenibile e può rappresentare un dramma sociale. Le pensionate, fra l’altro, sono molto più numerose e la maggior parte di loro vive sola. La situazione rischia di sfuggire di mano».

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