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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Natale, veronesi spenderanno 362 milioni. Confartigianato: «Compriamo locale»

Sulla cifra totale, 224 milioni serviranno per acquistare alimentari e bevande e 139 per altri prodotti e servizi. Il quadro emerge dall'ultima analisi dell'ufficio studi dell'associazione degli artigiani

La spesa prevista, da parte delle famiglie veronesi, per l’acquisto di prodotti e servizi tipici del periodo natalizio arriverà a 362 milioni di euro. Due, invece, sono i miliardi di euro previsti in Veneto. Interessate quasi 5.883 imprese artigiane della provincia, che occupano 18.548 addetti. Queste le stime di Confartigianato, che con il presidente dell'associazione del Veneto Roberto Boschetto commenta: «Molti sono i motivi per comprare artigiano e il nostro invito è quello di fare un acquisto di qualità nelle nostre botteghe protagoniste in questi giorni di festa».
Un invito raccolto da tutte le Confartigianato del Veneto, le quali hanno lanciato una campagna social con l'hashtag #acquistiamoLocale. «I nostri artigiani ci sono - ha detto Boschetto - Dalla pasticceria, bevande, a tutto l’alimentare in genere, libri e poi cravatte, vestiti e prodotti sartoriali, prodotti per la casa e l’ufficio, complementi d’arredo e artigianato locale oltre ai vari servizi alla persona e il benessere. Dobbiamo tutti fare uno sforzo e sostenere il lavoro dei nostri produttori e delle attività "di quartiere", identità dei nostri territori, patrimonio di cultura e saper fare».

Sulla cifra totale di 362 milioni di euro di spesa veronese, 224 milioni serviranno per acquistare alimentari e bevande, 139 per altri prodotti e servizi. Il quadro emerge dall'ultima analisi dell'ufficio studi di Confartigianato (dati Istat sui consumi delle famiglie). La scelta non manca: cioccolatini, nadalìn, pandoro, panettone, mandorlato, torroni, olio e vini. Ma anche conserve, dolci e salate. Oppure un gioiello, un giocattolo, un accessorio, un abito pregiato, un utensile o un oggetto di qualità. In provincia di Verona, il 29,7% delle imprese artigiane realizza prodotti o servizi tipici dell’offerta natalizia. «C’è ben più di un motivo per regalare un prodotto o un servizio artigiano - ha spiegato Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona - Materie prime di ottima qualità, una lavorazione attenta e precisa, ma anche l’originalità, che nasce dall’incontro tra tradizione, creatività e innovazione, che solo un artigiano sa mettere insieme con maestria. E ancora, l’ascolto della persona, da cui spesso deriva la fornitura personalizzata di un prodotto o di un servizio. Anche per questo Natale e per le feste di fine anno, dunque, nonostante tutte le incertezze che ancora ci portiamo dietro a causa della pandemia, l’invito è quello di scegliere un regalo artigiano nelle nostre botteghe, in questi giorni protagoniste nei loro negozi e laboratori e in tutte le strade ed i mercatini di Natale della città e dei paesi, acquistando il meglio del made in Verona e made in Veneto, contribuendo così a valorizzare tutte quelle piccole produzioni che muovono l’economia del nostro territorio».
Una buona parte dell’offerta artigiana natalizia si concentra nella ristorazione, alimentari e bevande: sono 1.018 le realtà attive nel Veronese in questi settori (5.897 in regione) e vi lavorano quasi 4.961 persone. Di queste imprese, in particolare, 553 sono ristoranti e attività di ristorazione mobile (2.244 addetti), 265 sono specializzate in prodotti da forno (1.479 addetti) e 54 tra salumifici, caseifici e altri prodotti alimentari. «Imprese, queste ultime, straordinariamente orientate alla clientela - ha concluso Iraci Sareri - Nel 2020 si stima infatti che siano interessate da uno shock di maggiori costi delle materie prime di 700 milioni di euro su base annua. Ma le tensioni di prezzo a monte della filiera della produzione alimentare pare non si stiano scaricando sul consumatore finale, data la fase ciclica dei consumi ancora debole. Nonostante la ripresa in corso, nei primi tre trimestri del 2021 la spesa per consumi di beni non durevoli rimane dello 0,4% inferiore rispetto allo stesso periodo del 2019. Sul fronte dei prezzi al consumo, quelli dei prodotti di pasticceria fresca salgono dell’1,4%, come un anno fa; analoga variazione per il pane (era +0,7% un anno prima) mentre le consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria si fermano al +1,2%, in calo rispetto al +2,2% di ottobre 2020. Rimane inferiore ai due punti percentuali la dinamica per ristoranti (+1,8%, era +1,0% a ottobre 2020) e pasto in pizzeria (+1,6%, a +1,0% ad ottobre 2020)».

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