Agsm, buona la prima semestrale 2018 ma polemiche sulle nomine

I dati della prima metà di quest'anno mostrano un'azienda in crescita. Ma il rinnovo dei vertici delle aziende controllate dal gruppo ha scatenato gli attacchi di Michele Bertucco e del Partito Democratico

"Un'azienda sana e che cresce". Così Michele Croce ha descritto Agsm, la società che presiede da poco più di un anno. E a dimostrazione di questa crescita ci sono i dati della prima semestrale del 2018, recentemente approvati.

Il valore della produzione di Agsm si è attestato a 426,6 milioni di euro, in crescita sia rispetto al dato dell'analogo periodo del 2017  (+3.7%) sia rispetto a quanto ipotizzato in sede di budget (+7.3%). Il margine operativo lordo si è attestato a 43,1 milioni di euro, in crescita del 3.2% sul budget atteso, sebbene in contrazione rispetto al dato del 30 giugno 2017, pari a 44,7 milioni di euro. Forte la contrazione registrata nell'indebitamento, sceso dai 229 milioni di euro del 30 giugno 2017 ai 181 del 30 giugno 2018, con un calo del 21%. Infine, gli investimenti contabilizzati ed impegnati al 30 giugno scorso sono stati pari a 10,2 milioni di euro, nel rispetto del piano annuale di investimento pari a complessivi 41,2 milioni di euro.

All'indomani della semestrale, il gruppo Agsm ha perfezionato il contratto sino al 2035 per l'illuminazione della città di Legnago, pari a 6.100 punti luce che riceveranno un articolato upgrade tecnologico che porterà alla riduzione del 70% dei consumi di energia.

I risultati al 30 giugno scorso - sottolinea il presidente Croce - confermano la capacità di Agsm di sviluppare i propri business, di aumentare i servizi offerti e di creare profitto anche in condizioni difficili quali l'incremento di costo delle materie prime. Questo grazie anche alla scelta strategica di puntare sulle rinnovabili, che già oggi garantiscono oltre il 35% della produzione di energia del gruppo, col coinvolgimento delle comunità locali e dei risparmiatori del territorio attraverso l'emissione di bond per la realizzazione di nuovi impianti di produzione.

Ma non è sulle cifre che la politica locale veronese discute, quando discude di Agsm, bensì sui nomi. Agsm ha infatti nominato i nuovi vertici di tre aziende controllate: Amia, Megareti e Agsm Energia.

L'amministrazione Sboarina ha trovato la quadra tra tutte le sue componenti assetate di potere e ha trovato perfino il modo e il tempo di promuovere, all'italiana, gli amici degli amici - commenta Michele Bertucco - Tra i nominati troviamo infatti il figlio dell'assessore, l'ex portaborse del politico influente e fedelissimi. Un capolavoro di bilanciamento che purtroppo rende le aziende ancora più lontane ed estranee dalla realtà quotidiana dei cittadini, dal momento che i gregari rispondono sempre al capo e mai al pubblico.

Mentre il Partito Democratico sorride notando una riduzione del 23% delle poltrone nelle aziende del gruppo Agsm. Sorride perché in campagna elettorale era stato promesso molto di più.

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La riduzione è una foglia di fico che Croce, maldestramente, cerca di mettere alle promesse elettorali non mantenute - criticano i consiglieri comunali PD Carla Padovani, Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - Erano stati promessi amministratori unici al posto di consigli di amministrazione, riduzione delle bollette e chiusura di Agsm Albania, ma i fatti raccontano una storia diversa. Le maggiori società del gruppo continuano ad vedere la solita pletora di poltrone. Se poi andiamo ancora più giù fino al terzo livello (le controllate delle controllate) assistiamo ancora a furibonde lotte per la poltrona più alta, come quella che ha riguardato Serit, nelle quali vision, mission e strategie imprenditoriali non c'entrano nulla.

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