Quadrante Europa, scarico auto: sciopero ad oltranza dei lavoratori

Lo stato di agitazione aveva preso il via alla fine di febbraio e Filt Cgil informa che proseguirà nei prossimi giorni: «I lavoratori in appalto confermano la volontà di vedere riconosciuti i propri diritti»

Bisarche cariche di auto

Iniziato alla fine del mese di febbraio, prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori di una cooperativa che si occupa del carico-scarico delle auto dai treni alle bisarche al Quadrante Europa
Nei giorni scorsi Filt Cgil Verona aveva promosso uno sciopero per protestare contro il licenziamento di 20 lavoratori e il contratto di somministrazione che verrebbe proposto ad altri 40. Una situazione che non si sarebbe ancora risolta, come ha spiegato il segretario generale del sindacato, Raffaello Fasoli, in una nota diffusa. 

Dopo aver ventilato la possibilità di una composizione della vertenza che dal 27 febbraio tiene in agitazione i suoi 60 lavoratori in subappalto, da lunedì Bertani Autotrasporti si è chiusa a riccio confermando la volontà di praticare un inaccettabile dumping delle condizioni salariali e contrattuali.

La ditta, che con la scadenza dell’appalto (dal 1° marzo) si ritiene sollevata da ogni vincolo e responsabilità verso la propria manodopera in appalto, si è detta infatti disponibile a riassumere soltanto una parte dei lavoratori (senza più alcun limite minimo) e soltanto attraverso agenzia interinale, riconoscendo loro l’inquadramento professionale ma non l’anzianità di servizio.

Si tratta di condizioni inaccettabili e umilianti se si considera che alcuni di questi operai sono impiegati in questo stesso appalto da 15 o anche 20 anni, durante i quali hanno visto passare decine di cooperative e cambi appalto.

È sempre più fondato il sospetto che la manovra in atto possa eludere le nuove norme sul cambio appalto fissate dal contratto nazionale della logistica del 3 dicembre 2017, che all’articolo 47 prescrive «il passaggio diretto, senza soluzione di continuità, a parità di condizioni, di tutti i lavoratori impiegati nell'appalto stesso da almeno 6 mesi continuativi».

Al momento, infatti, la posizione aziendale di pretesa deresponsabilizzazione sta in piedi soltanto perché le operazioni di carico e scarico delle autovetture dai treni alle bisarche vengono effettuate da personale interno dipendente, e si presenta quindi come una internalizzazione di servizi.

Si tratta però di un assetto precario in quanto ad operare sul piazzale ora è il personale viaggiante della ditta, cioè gli autisti, che sarebbero adibiti a tutt’altre mansioni. Oltre a rappresentare un ripiego al limite delle regole, questa modalità operativa sta anche mettendo in forte tensione l’organizzazione aziendale interna.

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Malgrado le difficoltà e l’atteggiamento di chiusura, i lavoratori in appalto confermano la volontà di vedere riconosciuti i propri diritti e hanno scelto di continuare ad oltranza lo sciopero iniziato una settimana fa. Come sindacato diciamo che un eventuale calo di fatturato deve essere gestito con gli strumenti previsti dalla legge, non con i licenziamenti.

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