Catullo Spa, Save vuole aumentare le sue quote. "Un rischio per Verona"

Il consigliere comunale Pasetto e la Lega Nord non sono a favore della ventilata scalata del gruppo all'interno della società che gestisce lo scalo veronese

Prime resistenze all'ipotesi trapelata di un possibile aumento delle quote in mano al gruppo Save dell'aeroporto Catullo. Il presidente di Save Enrico Marchi non ha mai nascosto di voler aumentare il suo peso nella ripartizione della società dello scalo veronese. Attualmente la sua parte arriva al 40% e si pensa che già dal prossimo anno possa raddoppiare, acquisendo il controllo pressoché assoluto sulla gestione dell'aeroporto. 

Quella che è stata descritta come una scalata non viene vista con preoccupazione dagli attuali vertici del Catullo e dall'amministrazione comunale veronese, che leggono questa decisione come un forte investimento sull'infrastruttura che quindi non sarà marginalizzata, anzi il contrario, con più risorse potrà rilanciarsi. Ma nella stessa maggioranza che sostiene il sindaco Tosi ci sono voci contrarie come quella del consigliere comunale Giorgio Pasetto che scrive: "Vorrei far notare che in questi quasi 3 anni di influenza e gestione Save, la Catullo è rimasta la stessa, con una aerostazione tra le più brutte e vecchie del nord Italia, niente investimenti come più volte promessi, nessun progetto di sviluppo strategico legato al territorio. Quello che si è visto è un chiaro e palese ridimensionamento di Verona a favore di Venezia. Ricordo che sviluppare Verona come aeroporto low cost (modello Treviso) vuole dire escludere Verona città ed il suo territorio da un traffico passeggeri più importante e di livello internazionale, proprio quello che serve ad una città come Verona. Ormai molto chiaro che per Marchi la porta d’ingresso del Veneto è Venezia e tutto deve diventare subordinato a questa strategia. L’aeroporto di Verona che doveva essere rilanciato e diventare fulcro dello sviluppo del territorio del Garda per il medio-lungo termine rimane un sogno nel cassetto e quindi lettera morta. Concludo dicendo che se i soci del Catullo dovessero optare per il conferimento di tutta la Catullo Spa in Save, credo veramente che sarebbe imperdonabile, visto che in questi 3 anni vissuti con un socio industriale che è mancato in tutto e soprattutto non ha portato niente. A questo punto è necessaria una riflessione e presa d’atto da parte di tutti e soprattutto dei soci Catullo che è stato un errore non andare in gara per la ricerca del partner industriale in grado di rilanciare il sistema aeroportuale del Garda".

Preoccupazioni anche dalla Lega Nord con il segretario comunale di Verona Paolo Tosato che aggiunge: "Non è ancora chiaro se il matrimonio con l'aeroporto di Venezia sia utile a rafforzare Verona o a eliminare uno scomodo concorrente. Ci auguriamo che la dirigenza del Catullo pretenda chiare garanzie e voglia difendere gli interessi del territorio veronese".

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