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Economia

Saldi estivi, cauto ottimismo da Veneto Imprese Unite ma la partenza è sottotono

«Siamo comunque convinti che i saldi rimangano, oggi più che mai, un ottimo strumento per un acquisto intelligente», ha detto la vicepresidente Giada Di Cosimo

Caldo record che poco invoglia ad uscire di casa, susseguirsi di notizie su una nuova ondata di contagi, aumenti di gas, luce e benzina che impoveriscono il potere d’acquisto delle famiglie italiane. In questo scenario più che mai critico hanno avuto il via sabato, anche in Veneto, i saldi estivi.
Secondo i dati diffusi in questi giorni da Federmoda Italia, per questi saldi estivi la previsione di spesa stimata è di 88 euro a persona, 202 euro a famiglia, approfittando di sconti che in questi primi giorni andranno dal 20% al 50%. Dati in leggero aumento rispetto agli scorsi anni, anche grazie al ritorno importante del turismo.

«Il commercio al dettaglio, soprattutto nel campo dell’abbigliamento e della calzatura, è già in crisi da ben prima della pandemia - ha detto Giada Di Cosimo, vicepresidente di Veneto Imprese Unite -. Gli ultimi due anni hanno complicato una situazione già deteriorata, riempiendo i magazzini di molti punti vendita di collezioni rimaste invendute a causa delle varie chiusure, prima per lockdown e poi per le zone arancioni e rosse. Ricordiamo infatti che anche se i negozi potevano restare aperti in scenari di rischio alto, la chiusura di scuole ed esercizi pubblici e il terrorismo mediatico hanno desertificato le città anche in periodi in cui alcune filiere teoricamente potevano lavorare.
In questo scenario, il periodo di saldi è sempre un’occasione importante sia per monetizzare gli investimenti fatti negli scorsi mesi che per ridare ottimismo ad un settore in ginocchio da troppo tempo. Ci aspettiamo che i riscontri siano buoni, anche in virtù del ritorno alla celebrazione delle cerimonie - importante motore per l’acquisto di capi d’abbigliamento e accessori – e dell’arrivo di numerosi turisti stranieri amanti dei prodotti made in Italy».

Ma le aspettative, almeno inizialmente, sono rimaste in parte deluse. “Questo sabato era molto atteso sia nei centri storici che nei centri commerciali – aggiunge Nicoletta Piovesan, Referente per il Commercio di VIU -. Purtroppo però dai nostri associati delle province di Treviso, Padova, Venezia, Belluno, Vicenza, Verona e Rovigo non sempre sono giunte notizie incoraggianti. Che si tratti di piccole botteghe o di grandi catene il confronto rispetto agli ultimi due anni ci mette di fronte ad un mercato ancora pressoché fermo, con picchi del -60% rispetto ai saldi estivi del 2019. Sicuramente le cause sono da individuare nel grande caldo di questo fine settimana, che scoraggia chi vuole uscire per fare una passeggiata tra le vetrine, e alla scarsa comunicazione dell’inizio delle svendite – basti pensare all’esiguo numero di notti bianche organizzate dalle varie amministrazioni comunali rispetto agli scorsi anni - . Ma sicuramente i clienti stanno facendo i conti anche con bollette, carburante e generi di prima necessità soggetti ad aumenti costanti negli ultimi mesi che limitano notevolmente il potere d’acquisto delle famiglie per i beni superflui. Emblematico a riguardo lo scontrino medio nei negozi dei nostri associati, che in queste prime ore di svendite si ferma attorno ai 30 euro».

Infine, la vicepresidente Giada Di Cosimo fa una riflessione sul prossimo futuro. «Siamo comunque convinti che i saldi rimangano, oggi più che mai, un ottimo strumento per un acquisto intelligente. Nei prossimi mesi infatti vedremo un inevitabile aumento dei prezzi per le nuove collezioni, dovuto a tutto quello che sta succedendo nel mondo. Queste svendite quindi possono essere una delle ultime occasioni per strappare un prezzo vantaggioso per l’articolo sempre sognato. Nel medio e nel lungo periodo invece auspichiamo che le riflessioni sollevate da VIU lo scorso anno sull’utilità dei saldi portino il legislatore ad un punto di svolta. In una realtà in cui impazzano svendite promozionali su invito, sconti online e in cui i saldi “di fine stagione” vengono ormai regolarmente anticipati all’inizio della stessa, sarebbe forse meglio iniziare a ragionare su sconti e promozioni da potersi effettuare liberamente durante tutto l’anno, così come già avviene in diversi paesi europei».

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