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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Ristoratori veneti puntano sul rilancio con le festività pasquali: 18% dei locali al completo

È quanto emerge dal sondaggio di Confesercenti Veneto, eseguito su un campione di 105 ristoratori. L'associazione chiede inoltre l'eliminazione definitiva del green pass per aiutare il settore messo in crisi anche dai rincari, che nell'80% dei casi non porterà ad un aumento dei prezzi

Secondo i ristoratori non sarà proprio la "resurrezione pasquale", ma le previsioni per le prossime feste primaverili, con l’appendice del 25 aprile e del 1° maggio, inducono ad un cauto ottimismo.
Stando al sondaggio condotto nei giorni scorsi da Confesercenti Veneto, su un campione di 105 ristoratori, il 18% dei locali è già al completo e il 27% ha ricevuto prenotazioni per la metà dei posti a sedere; resta un 55% in cui, ad oggi, le prenotazioni arrivate sono meno del 10%.
Pesano ovviamente le incognite legate alla crisi economica e la guerra in corso. Molti sono quelli che hanno ridotto il loro servizio scegliendo, ad esempio, di restare aperti unicamente a pranzo oppure chiudendo in una delle due giornate festive.
Abbassare la saracinesca si è infatti rivelata una scelta obbligata per un locale su quattro alle prese con gli aumenti di energia e materie prime e alla scarsità di personale.
«Sembra un dato alto ma ci sono ristoratori che, già in grande difficoltà dopo il Covid, lontani da flussi turistici, hanno dovuto cercare di ridurre l’impatto economico dei costi, che in sala e in cucina sono molto elevati» spiega Cristina Giussani, Presidente Confesercenti Veneto.«Non va dimenticato - aggiunge - che le famiglie italiane hanno già ridimensionato le loro abitudini e che le notizie recenti potrebbero produrre un ulteriore calo dei consumi. Anche per questo la tendenza diffusa, almeno al momento, è quella di evitare di scaricare i rincari sui listini delle consumazioni».

Il dato che emerge è che l'80% non alzerà i prezzi rispetto al pre-covid e solo il 20% ha aumentato il proprio listino del 10%. «Non possiamo aumentare i prezzi dei menù, tantomeno a Pasqua e Pasquetta, altrimenti rischiamo di perdere la clientela, anche quella più affezionata, a favore di chi fa una concorrenza sleale, magari abbassando la qualità» dice Emiliano Biraku, imprenditore nel veneziano e vice presidente dell'associazione lagunare.

Conferma in sostanza anche Renato Lonardoni, titolare del ristorante L'Orologio, in pieno centro a Verona, a due passi da Piazza Brà, dice: «Le aspettative per il weekend di Pasqua e poi per il ponte del 25 aprile sono molto positive, anche se ancora le prenotazioni non sono arrivate con regolarità, com'era prima del Covid. Il nostro menù è rimasto sostanzialmente allo stesso prezzo del 2019, ad eccezione di alcuni particolari tagli di carne, come il filetto e l'agnello, il cui costo all'ingrosso è salito alle stelle, come per alcuni vini».

Rammentando che le festività Pasquali siano spesso l’occasione per una gita fuori porta, malgrado di breve raggio, molti ristoratori confidano sui numerosi eventi programmati a livello locale. Se Venezia la fa da padrona come meta turistica anche in vista degli opening della Biennale, anche a Rovigo i ristoratori si aspettano una clientela attirata dalla mostra di Kandiskij a Palazzo Roverella. Nel Trevigiano, sui colli euganei e sul lago la previsione è legata al tradizionale apporto della clientela locale sperando in un meteo clemente.
«Noi, ad esempio, per la domenica di Pasqua siamo già pieni e, se la giornata sarà bella, siamo pronti ad accogliere quei clienti che, di ritorno dalla gita di lunedì dell'Angelo, sono soliti fermarsi a cena», racconta Marco Girotto, di Trattoria Da Lalo, a Volpago del Montello.

Il menù

Anche per questo il menù, sarà soprattutto tipico-regionale, con il tradizionale agnello pasquale sebbene c’è grande attenzione alle nuove abitudini alimentare e pressoché la totalità dei ristoratori accosti al classico agnello pasquale anche un menù vegetariano o con attenzioni particolari per i gluten free.
Tutto nel rispetto dell’ambiente e della lotta allo spreco alimentare: il 95% dei ristoratori intervistati è pronto a fornire al cliente una Food Bag per portare a casa il cibo avanzato.

Green Pass

Per Confesercenti Veneto ora la richiesta è l'eliminazione definitiva del Certificato Verde, anche dai posti a sedere all'interno. «Sarebbe stato molto d’aiuto per i pubblici esercizi, in particolare con la Pasqua alle porte, togliere il Green Pass visto che i dati dimostrano che la Pandemia ha già superato la sua criticità e che sta entrando in una fase endemica - conclude la presidente veneta, Cristina Giussani -. Ci auguriamo che presto arrivi un decreto che porti anche nei pubblici esercizi, come già per gli alberghi, l'abolizione della certificazione».

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