Dalla Regione arriva il vademecum per migliorare l'offerta turistica veneta

La Carta fondamentale dell’Accoglienza e dell’Ospitalità è stata presentata dall'assessore al Turismo, Federico Caner: «Dobbiamo creare le condizioni affinché il turismo sia vissuto come un bene comune»

Un momento della presentazione

«Da un lavoro di impegnativa analisi ed elaborazione, realizzato con passione dai nostri uffici insieme a numerosi rappresentanti del sistema dell’ospitalità veneta, è scaturito uno strumento di grande semplicità e immediatezza, una guida comportamentale per tutti, in primis per gli innumerevoli attori del settore turistico, ma utile anche per chi vive in una terra interamente vocata al turismo come la nostra».

Così l’assessore al turismo della Regione del Veneto Federico Caner ha presentato lunedì a Venezia la Carta fondamentale dell’Accoglienza e dell’Ospitalità, una delle dodici azioni di lancio del Piano Strategico del Turismo, uno strumento che riassume in un vero e proprio decalogo, declinato per le diverse tipologie d’accoglienza, i valori fondanti per un turismo di qualità in Veneto, frutto di un ampio percorso partecipativo, attuato attraverso il Tavolo Tematico Accoglienza e Capitale Umano coordinato da Massimiliano Schiavon.

«Il turismo siamo noi – ha aggiunto l’assessore – e siamo noi a decretare il successo o meno di una destinazione. La qualità dell’accoglienza è data dal comportamento di tutti noi, da chi sorride al cliente in un qualsiasi desk o biglietteria, da chi cura con attenzione i luoghi in cui vive, da chi è bendisposto a fornire indicazioni all’ospite. Dobbiamo creare le condizioni affinché il turismo sia vissuto come un bene comune, ma perché lo si consideri tale deve concretamente essere una fonte di benessere, di crescita, di occupazione, di ricchezza economica e culturale diffusa, non per pochi ma per l’intera comunità.
La vera sfida è quella di mettere ora in pratica coralmente i preziosi suggerimenti della Carta – ha proseguito l’assessore –, sapendo che i turisti vivono la loro esperienza di viaggio e di soggiorno percependo la destinazione come un’esperienza completa, unica e indivisibile. Di fatto è l’insieme di tanti elementi, che talvolta possono apparire banali ma non lo sono e dare qualità a tutti questi elementi significa contribuire a migliorare l’immagine complessiva della destinazione».

La Carta parte dal riconoscimento di dieci qualità del Veneto, che lo raccontano come una destinazione “Per tutti”, “Affidabile”, “Autentica”, “Competente”, “Connessa”, “Bella”, “Informata”, “Sicura”, “Rispettosa” e “Sostenibile”, e si sviluppa attraverso altrettante sezioni che presentano i valori e le linee guida cui devono ispirarsi gli attori del sistema, gli operatori del multiforme mosaico dell’offerta turistica veneta. La Carta, pertanto, si rivolge a:

  1. Musei, siti archeologici, ville, borghi, castelli, centri storici, parchi e riserve naturali, parchi a tema e divertimento. 
  2. Enti locali e Organizzazioni di gestione della destinazione (OGD). 
  3. Agenzie di viaggio.
  4. Strutture ricettive e locazioni turistiche.
  5. Guide turistiche, accompagnatori turistici, guide naturalistico-ambientali, guide alpine, accompagnatori di media montagna, maestri di sci.
  6.  Attività commerciali, artigianali ed agricole.
  7. Pubblici esercizi, agriturismi, malghe e cantine.
  8. Impianti a fune, impianti sciistici, bike park e stabilimenti balneari.
  9. Trasporti pubblici e privati.
  10. Organizzatori di eventi pubblici e privati.

«Il Covid ci ha fatto e ci sta facendo tanto male – ha concluso l’assessore – ma almeno ha rafforzato alcune fondamentali consapevolezze: le persone hanno necessità di muoversi, di scoprire, di conoscere e di conoscersi e i luoghi nei quali è radicata la cultura dell’accoglienza sono e saranno quelli maggiormente capaci di soddisfare questa domanda».

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La Carta dell’Accoglienza sarà nei prossimi mesi illustrata tecnicamente agli staff delle 16 OGD venete, ai tecnici delle associazioni di categoria, agli operatori di ciascuna destinazione, al sistema camerale.

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