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Crolla il mercato immobiliare italiano, ma la città dell'Arena va verso la ripresa

Le quotazioni medie delle abitazioni nelle 12 maggiori città per popolazione sono in calo nel secondo semestre del 2012, rispetto al semestre precedente, con l'unica eccezione del lieve aumento riscontrato proprio a Verona

Buone notizie per il settore immobiliare scaligero, che sembra andare in controtendenza rispetto alla media nazionale e registrare un leggero miglioramento rispetto agli scorsi rilevamenti. 

CALO NAZIONALE - Le quotazioni medie delle abitazioni nelle 12 maggiori città per popolazione sono in calo nel secondo semestre del 2012, rispetto al semestre precedente, con l'unica eccezione del lieve aumento riscontrato a Verona. Le quotazioni medie più elevate nel secondo semestre 2012, oltre 3.000 euro per metro quadro, si registrano a Bologna, Roma e Firenze seguite a breve distanza da Milano. Nelle due grandi città siciliane, Palermo e Catania, le quotazioni delle abitazioni sono le più basse. Il dato negativo nazionale (-30,5%) registrato nel quarto trimestre 2012, è il risultato di un analogo calo verificatosi in tutte le macro aree italiane. Le aree del Centro e del Nord perdono rispettivamente il -31,9% e il -31,7% delle transazioni e il Sud esibisce una contrazione del -27,4%. Prosegue e si accentua dovunque, quindi, la perdita del mercato delle abitazioni già registrata nei precedenti trimestri.

DATI ALLARMANTI - Complessivamente nel 2012 rispetto al 2011, la perdita di volumi di compravendita di abitazioni è di simile entità sia nei capoluoghi (-25,1%) che nei comuni minori (-26,1%). Tra le macro aree i cali annui più sostenuti si registrano nei comuni minori del Centro e del Nord, -27,9% e -27,1% rispettivamente. Nei comuni del Sud, capoluoghi e non, si registra la perdita minore, -23,2%. Nelle maggiori città italiane per popolazione, la flessione delle compravendite di abitazioni registrata nel quarto trimestre 2012 è in linea con il dato nazionale. Con 19.640 Ntn (numero di transazioni di unità immobiliari normalizzate) le grandi città registrano complessivamente un tasso tendenziale negativo pari a -25,2%. L`unica eccezione riguarda il dato di Napoli che dopo tre trimestri di cali mostra un segnale di decisa crescita, +19,1%. Quest`ultimo dato è da porre senz`altro in relazione con la consistente dismissione del patrimonio immobiliare pubblico del Comune di Napoli. Le abitazioni trasferite per la sola nuda proprietà, conteggiate per quota compravenduta, risultano nel 2012 in diminuzione del -23,4%, in linea con il calo delle compravendite della piena proprietà (-24,9%). La contrazione degli scambi del diritto di nuda proprietà rilevata a livello nazionale è analoga sia per i comuni capoluogo, -29,0%, sia per i comuni minori, -32,6%.,0%, sia per i comuni minori, -32,6%.

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