Proteste di commercianti e artigiani contro le chiusure prolungate

A Villafranca, il primo maggio, i negozianti di Corso Vittorio Emanuele II stazioneranno in silenzio davanti alla loro attività e il Comune di Verona è pronto a sostenere manifestazioni simili

Foto di repertorio

Non si smorza il malcontento dei commercianti e degli artigiani per il prolungamento della chiusura delle loro attività anche per tutto il mese di maggio. Da lunedì prossimo, 4 maggio, scatterà il nuovo del decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte sulla cosiddetta Fase 2 e cioè la fase in cui l'Italia dovrà convivere con il coronavirus ma potrà gradualmente far ripartire l'economia bloccata dalla pandemia. Una gradualità messa in discussione soprattutto da coloro che, secondo il calendario governativo, dovranno aspettare fino a giugno per riaprire la saracinesca. Per alcuni di loro, un altro mese di mancati incassi potrebbe significare la chiusura definitiva dell'attività. Per questo chiedono al governo di fornire loro delle misure di sicurezza da adottare per evitare che dipendenti e clienti si contagino e di riaprire nel rispetto di queste misure.

«Facciamo presente che dopo le strutture ospedaliere, seguono le attività di estetiste e parrucchieri per quanto riguarda le norme igenico-sanitarie e siamo pronti ad adottare tutte le precauzioni possibili per tornare a lavorare in sicurezza», fa sapere l'associazione dei professionisti della bellezza contro l'abusivismo, che ha sede a Nogara. Un'associazione allarmata perché questa ulteriore chiusura delle attività del settore potrebbe favorire proprio l'abusivismo. «L'uso di mascherine, guanti, kimono e camici speciali non sarà certo un problema per noi, così come non lo sarà l'uso di dispositivi igenizzanti specifici e primo fra tutti il rispetto delle distanze - scrive ancora l'associazione - Siamo pronti ad impegnarci al cento per cento per assicurare la sicurezza nostra e dei nostri clienti, ma fateci lavorare. Siamo arrivati al punto che tra noi colleghi ci controlliamo e ci facciamo la spia se qualcuno, pur di guadagnare, rischia e va a lavorare a domicilio, incrementando l'abusivismo. Cercheremo di organizzare al più presto degli incontri con altre associazioni artigianali e di categoria e il 4 o l'11 maggio apriremo in contemporanea, tutti noi uniti, parrucchieri ed estetiste, per protesta».

Una protesta che si terrà anche a Villafranca domani, 1 maggio, dove avrà luogo la catena umana distanziata degli esercenti di Corso Vittorio Emanuele II. Chi ha un negozio lungo la via potrà stazionare silenziosamente davanti alla propria attività dalle 11 alle 11.30, rispettando il distanziamento sociale e le altre norme introdotte per evitare il diffondersi di Covid-19, ma senza rinunciare al diritto di manifestare pacificamente il proprio dissenso nei confronti di un decreto giudicato sbagliato. Non ci sarà dunque nessun assembramento ed ogni manifestante dovrà indossare guanti e mascherine. Alla protesta potranno partecipare solo i titolari dei negozi e non eventuali simpatizzanti. «Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti perché questo incontro non crei alcun tipo di disordine pubblico - ha scritto Andrea Curzio sulla pagina Facebook del proprio bar, Tre Corone - Non abbiamo necessità di creare confusione e non abbiamo bisogno di riversare rabbia, non risolveremmo nulla. Abbiamo bisogno di essere uniti».

E mentre il Codacons ha scritto alla Regione Veneto, chiedendo di adottare provvedimenti urgenti per consentire la riapertura anticipata di parrucchieri e centri estetici, a Verona il Comune è pronto a sostenere manifestazioni come quella organizzata per domani a Villafranca. L'assessore al commercio Nicolò Zavarise ha dichiarato: «Il Governo riveda la sua posizione sulle limitazioni imposte fino al primo giugno. Chi fino ad oggi non ha avuto reddito, a causa di blocchi imposti, non ha avuto adeguate compensazioni e non è pensabile che si impongano chiusure per un altro mese. Il settore è allo stremo delle forze. Oggi è necessario più che mai far capire al Governo che riaprire in sicurezza si può, contando sulla grande responsabilità, l'attenzione, la sensibilità e il rispetto delle regole mostrati da cittadini e imprenditori».


(Video Facebook - Nicolò Zavarise)

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Una posizione, quella dell'assessore Zavarise, criticata dal consigliere comunale d'opposizione Michele Bertucco: «L'emergenza sanitaria non è finita e il miglioramento di cui godiamo oggi risulta interamente dovuto alle misure di lockdown parziale attuate nelle settimane precedenti - scrive Bertucco - Tornare alle libertà di circolazione pre-Covid significa condannare un numero crescente di cittadini alla morte o alla terapia intensiva. Questi sono temi su cui non si dovrebbe scherzare. Purtroppo, Zavarise e la Lega si fanno pochi scrupoli a continuare la loro propaganda anti-governativa anche sulla pelle dei cittadini».

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