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(Foto Facebook)

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Ogni giorno una protesta dei negozianti che non possono ancora riaprire

Aprono le saracinesche e fanno tintinnare le chiavi del loro locale. Al loro fianco anche le amministrazioni comunali veronesi

Domani, 4 maggio, entrerà in vigore il nuovo decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte. Prenderà il via la cosiddetta Fase 2, un periodo in cui i cittadini italiani potranno riprendere alcune di quelle attività che erano state bloccate nei mesi scorsi a causa del coronavirus. Lo potranno fare, però, con la consapevolezza che l'emergenza Covid-19 non è finita e quindi per un tempo purtroppo ancora indefinito si dovrà convivere con il virus.

Comunque, i veronesi potranno tornare a frequentare parchi e aree verdi, che saranno riaperti, e andare a trovare i propri congiunti, anche al di fuori del comune di residenza. Possibilità che si sommano alla libertà già autorizzate, come quella di poter fare movimento all'interno del proprio comune o di utilizzare il servizio take away di ristoranti ed esercizi. Rimangono chiuse, invece, le aree giochi attrezzate per i bambini.

E dovranno rimanere chiusi anche molti negozi. Una decisione che ha scatenato e genera ancora proteste anche nel territorio veronese. A Verona si è tenuto un flash mob dei commercianti, i quali hanno raccolto le loro proposte in un documento che è stato consegnato al sindaco Federico Sboarina dal presidente di Confcommercio Paolo Arena. «Ho assunto l'impegno concreto, assieme agli altri sindaci veronesi, di portare le richieste dei nostri commercianti sul tavolo del governo perché è oggettivo che si tratta di una categoria che, in questo momento, è in grande difficoltà - ha dichiarato Sboarina - Si tratta di attività che non possono ricominciare e che chiedono certezza nei tempi e nei protocolli per poter riaprire e andare avanti».

Un'altra protesta si è tenuta oggi, 3 maggio, dalle 11 alle 12, organizzata dal gruppo dei ristoratori veronesi, dall'associazione dei locatori turistici di Verona e dalla corporazione degli esercenti del centro storico veronese. I gestori si sono posizionati all'ingresso delle loro attività, vestiti di nero, esponendo un cartello con la scritta: «Non sta andando tutto bene». Un protesta sostenuta anche dall'associazione Generazione Verona di Fabio Venturi.

Una nuova manifestazione si svolgerà domani, sempre dalle 11 a mezzogiorno, e sarà la seconda dell'associazione dei professionisti della bellezza in collaborazione con il gruppo Insieme Per Ripartire, dopo quella di ieri sera. Ieri, dalle 18 alle 21, parrucchieri ed estetiste, ma anche a tutte quelle attività, hanno simbolicamente aperto le loro saracinesche, senza esercitare quel lavoro che vorrebbero fortemente tornare a svolgere. E infine hanno sventolato tutti insieme le chiavi del loro negozio.

E al loro fianco, gli esercenti hanno anche le amministrazioni comunali. Verona ha raccolto le richieste di Confcommercio, ma anche l'amministrazione comunale di Sommacampagna si è mostrata solidale e domani porterà il suo sostegno a chi deciderà di manifestare. Mentre a Caldiero la solidarietà sarà anche tangibile, dato che la giunta comunale ha approvato un provvedimento per sostenere concretamente i negozi e le attività economiche hanno dovuto sospendere le proprie attività a causa dell’epidemia da coronavirus. «Si tratta di un sostegno commisurato alla Tari per i mesi di chiusura», ha spiegato il vicesindaco Francesco Fasoli. In pratica, fino a venerdì 29 maggio gli esercenti in regola con i pagamenti pregressi potranno chiedere al Comune questa forma di sostegno economico che corrisponde a parte della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti.

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