Protesta del trasporto turistico e scolastico, D'Arienzo: «Condivido allarme»

Manifestazione in piazza Bra. Il senatore veronese del Partito Democratico: «Il Governo deve tenere conto di questi settori nei prossimi provvedimenti economici»

Foto di repertorio

Si è tenuta questa mattina, 1 giugno, in piazza Bra una nuova manifestazione. Dopo i titolari delle scuole guida, hanno protestato davanti al palazzo del Comune di Verona le aziende dei trasporti turistici e di quelli scolastici. Due dei loro mezzi sono stati parcheggiati davanti alla Gran Guardia, mentre i manifestanti hanno chiesto a gran voce che le loro proposte vengano inserite nel cosiddetto Decreto Rilancio, ovvero il provvedimento pensato dal Governo per sostenere l'economia dopo la fase più acuta dell'epidemia di coronavirus. 

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La protesta degli autisti è stata ascoltata dal senatore veronese del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo, che ha dichiarato: «Per il trasporto pubblico locale sono state previste misure specifiche, mentre del trasporto turistico e di quello scolastico il Governo deve tenerne conto nei prossimi provvedimenti economici che dobbiamo fare. In realtà, per il trasporto scolastico, avevamo dato una soluzione - ha aggiunto D'Arienzo - Con le scuole chiuse, questo trasporto si è bloccato. Pur tuttavia, il Governo aveva accolto il mio emendamento al decreto "Cura Italia" con il quale veniva stabilito che i committenti avrebbero dovuto comunque pagare il servizio, anche se non svolto. Il mio obiettivo era quello di salvaguardare un comparto necessario per supportare il diritto universale allo studio e contrastare eventuali fallimenti aziendali che metterebbero in crisi il sistema e tante famiglie, comprese quelle degli studenti. Da quel momento, però, molti sindaci hanno bloccato le richieste e le fatture inviate dalle ditte di trasporto. Qui a Verona ed in Veneto i sindaci della Lega hanno protestato non poco contro il mio emendamento e contro l’obbligo di pagare comunque il servizio. In buona compagnia, hanno ottenuto il risultato, però. L'Anci ha chiesto ufficialmente al Governo di stralciare la mia proposta e il mio emendamento è stato abrogato. Lo ritengo, prosegue D’Arienzo, un errore e penso che dobbiamo agire almeno per separare i costi fissi da quelli variabili. I secondi non ci sono stati, ma i primi sono strettamente correlati al contratto stipulato, anche a servizio non svolto. I Comuni devono essere chiamati a pagare i costi fissi alle aziende del trasporto scolastico. Vedremo stavolta cosa faranno. Per il settore turistico, detto che quelle aziende godono di tutti i benefici finora approvati con la sospensione di tasse e tributi, della cassa integrazione nonché della richiesta di liquidità, sono persuaso del fatto che servano ulteriori interventi economici per sostenere un segmento economico che ha contribuito ad elevare la qualità della conoscenza culturale degli italiani attraverso le loro offerte di mobilità verso tantissime mete».

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