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Produzione industriale: +10% a fine 2021. «Soddisfazione durata un attimo»

Economia veronese ha consolidato il percorso di crescita ed ha ripreso slancio, ma «numerose sono le nubi che, nel frattempo, si sono addensate all’orizzonte», ha commentato il presidente di Confindustria Boscaini

La produzione industriale veronese è cresciuta del 10% nell'ultimo trimestre dell'anno scorso. Il 2021 si è dunque chiuso bene, con uno scenario positivo per l'inizio del 2022, ma il caro energia e l'aumento dei prezzi delle materie prime affievoliscono la fiducia e fanno perdere brillantezza alle previsioni.

ANALISI DELL'ECONOMIA VERONESE

Nel quarto trimestre del 2021, l'economia veronese ha consolidato il percorso di crescita ed ha ripreso slancio. La produzione industriale ha segnato un +10%, superando con stacco i livelli dell'anno precedente (-2%) e le performance del terzo trimestre, in cui era cresciuta a ritmi più contenuti (5,63%).
È pari al 64% il numero di imprese che dichiara una produzione in aumento. Pari all’83% il numero di aziende che dichiara un utilizzo della capacità produttiva normale o soddisfacente. E crescita generalizzata per le vendite con la domanda interna che segna +13,5%, quella Ue +11,1% mentre l’export extra Ue arriva al +7,5% colmando il gap negativo e superando il livello dello scorso anno. Balzo degli ordini che rilevano una variazione più che tripla rispetto alle previsioni e sfiorano il +12%. In miglioramento la situazione per i pagamenti, normali per il 92% delle aziende. Solo l'8% rileva un ritardo. Infine, fatturato in aumento per l'86% delle imprese di servizi, meglio dello scorso trimestre (80%).

In linea con l’andamento generale, le imprese veronesi segnalano incrementi significativi dei prezzi delle materie prime (+16% rispetto ai livelli dell’anno scorso). L’aumento non viene trasferito interamente a valle, i prezzi dei prodotti finiti infatti crescono del 6,5%.
Le prospettive rimangono positive, ma in rallentamento, per il primo trimestre del 2022, con le imprese veronesi che prevedono per l’inizio dell’anno la produzione in aumento del +3,9% rispetto ai primi 3 mesi del 2021.

«I numeri di questa rilevazione ci fanno sicuramente piacere e registrano quello che nelle nostre aziende avevamo visto tutti: una netta ripresa delle attività come non si vedeva da tempo nel nostro paese - ha commentato Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Verona - Tuttavia, il tempo per la soddisfazione non può durare che un attimo perché numerose sono le nubi che, nel frattempo, si sono addensate all’orizzonte e già per il prossimo trimestre ci aspettiamo un indebolimento del trend di crescita. C'è stata un'impennata dei prezzi delle materie prime e la guerra in Ucraina, oltre alle conseguenze pesantissime dal punto di vista umano, sta facendo sentire i suoi effetti anche sulla nostra economia. Le sanzioni decise dai diversi Stati nei confronti di Russia e Bielorussia, assolutamente necessarie e condivisibili, hanno ricadute anche sui paesi partner. Se da un lato si deve riorganizzare velocemente la propria catena di fornitura e di vendita dall’altro si stanno manifestando problemi nei pagamenti di merci già inviate. Ai nostri uffici arrivano continuamente richieste per trovare risposte e soluzioni a tutte queste difficoltà. Inoltre, stiamo raccogliendo segnalazioni di scarsità di alcuni beni o, per altri, ci si attende una difficoltà di approvvigionamento. Anche su questo aspetto stiamo organizzando un ciclo di incontri per esplorare mercati diversi. Ci sono alcuni settori, penso agli energivori, che sono entrati fortemente in sofferenza e alcuni imprenditori hanno dovuto prendere la decisione di sospendere per dei periodi la produzione. Un tema quindi complesso che per la sua indeterminatezza e difficile previsione ci mette in difficoltà e mina la fiducia delle imprese. Una situazione di incertezza che va contenuta per non vanificare i risultati di questi mesi. Bisogna cercare di guardare avanti non fermandosi sulle avversità ma cercando di individuare le possibili alternative. Certo è che di fronte ad alcune situazioni trovare un’alternativa diventa veramente difficile e l’intervento delle istituzioni è l’unica possibilità. Individuare interventi corali a livello europeo è sicuramente la risposta che ci aspettiamo in questo momento».

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