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Dal vaglia ai buoni fruttiferi. I risparmiatori veronesi da oltre 150 anni scelgono Poste Italiane

È una lunga tradizione quella che lega gli investitori di Verona a Poste Italiane. Una storia ricca di successi e innovazione che non conosce crisi, come testimoniano i più di 16.000 nuovi libretti di risparmio aperti solo in provincia nel 2015

Da oltre 150 anni Poste è la cassaforte dei risparmiatori. Nemmeno la crisi degli ultimi anni ha modificato le preferenze degli italiani che, anzi, hanno aumentato la loro propensione al risparmio e continuato ad affidarsi agli uffici postali. La storia del risparmio postale si intreccia con lo sviluppo economico e sociale del Paese. Investendo i propri risparmi nei Buoni fruttiferi, gli italiani hanno infatti messo a disposizione dello Stato le risorse necessarie alla realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture fondamentali per il progresso dell'Italia. In provincia di Verona oltre 16.000 persone hanno sottoscritto nel corso del 2015 nuovi libretti di risparmio; 21.000 quelli che hanno sottoscritto Buoni Postali Fruttiferi.

Il 1925 è l'anno di nascita di questa nuovo forma di investimento. I risparmiatori accolgono con grande favore questa novità delle Regie Poste, grazie anche alla possibilità di impegnare piccole somme e di vedersi garantita una buona redditività. Riscuotono un successo immediato: un mese dopo la prima emissione l'ammontare complessivo dei risparmi investiti in Buoni Postali Fruttiferi è di 30 milioni di lire. Nel 1925 i risparmi investiti superano i 163 milioni di lire a giugno, i 280 ad agosto; raggiungono i 380 milioni ad ottobre e i 470 milioni a dicembre dello stesso anno. Nei primi dodici mesi gli italiani investono in Buoni Postali Fruttiferi circa 750 milioni di lire. Poco più di due anni dopo la prima emissione, a giugno del 1927, l'ammontare totale degli investimenti è oltre i 830 milioni di lire. Passa un altro anno, si supera il miliardo e quasi si raddoppia: 1.500 milioni di lire al 30 giugno del 1928.

Si pensa anche agli italiani che vivono all'estero per i quali viene messa già nel 1925 una serie speciale di Buoni in valuta estera, in sterline e in dollari. Sono disponibili nei tagli fissi di 100 dollari e di 5 sterline che possono essere sottoscritti dalle persone di cittadinanza italiana emigrate. Il successo dei Buoni Fruttiferi è tale che si possono sottoscrivere anche durante la seconda guerra mondiale: quelli emessi il primo ottobre del 1942 offrono un tasso di interesse del 4% poi portato al 5% nell'emissione del primo giugno del 1943 e in una successiva emissione nel 1945.

1862: il vaglia postale. Con le Regie Poste si diffonde su tutto il territorio nazionale il vaglia postale, un servizio per il trasferimento rapido e sicuro di denaro. Operazione che fino al 1925 imponeva a chi avesse effettuato un versamento l'obbligo di spedirne la ricevuta.

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