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Resistere per continuare ad esistere. Il piano di salvataggio della Melegatti

Il commercialista Giambruno Castelletti, su mandato della proprietà, ha proposto un piano da 16 milioni di euro che può far ripartire subito la produzione e coprire nel lungo periodo i debiti dell'azienda dolciaria

La parola utilizzata anche sulla pagina Facebook della Melegatti è rEsistenza, con la "e" volutamente maiuscola. L'azienda resiste per continuare ad esistere e lo farà anche per le prossime festività natalizie con i pandori e i panettoni che presto tornerà a produrre.

La crisi di liquidità ha rischiato di mandare in fallimento la ditta dolciaria veronese, ma la parola fine sulla sua storia non è ancora stata scritta. E del suo prossimo futuro si è parlato nell'incontro di ieri, 8 novembre, in prefettura a Verona. Erano presenti il vice prefetto Alessandro Tortella, i sindacati e i sindaci di San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo dove sono presenti i due siti produttivi dell'azienda. La direzione dell'azienda era rappresentata dal proprio consulente e dal commercialista Giambruno Castelletti, l'uomo incaricato dai soci che guidano la Melegatti di formulare un piano di ristrutturazione del debito aziendale.

Il piano da 16 milioni di euro proposto da Castelletti è stato mostrato ai partecipanti alla riunione e i suoi contenuti sono stati riportati da Valeria Zanetti su L'Arena. La novità più importante è che la produzione dei dolci principali del Natale ripartirà la prossima settimana. I soldi per ripartire dovrebbero arrivare da un fondo, la cui provenienza non è certa ma l'ipotesi è che sia maltese. Ma oltre alla ripresa della produzione in tempi brevi, il piano preve anche azioni di ampio respiro per un rientro graduale dai debiti.

Per dare il via a questo piano, servono due approvazioni: quella del tribunale e quella dei dipendenti. Il primo ha già nominato due commissari che vigilare sulla sua attuazione, mentre i lavoratori hanno detto che torneranno nelle fabbriche ma con la certezza degli stipendi.

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