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Economia

Pensioni, meno di mille euro ad un veronese su due: «Dati estremamente preoccupanti»

È Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico, a commentare lo studio elaborato dallo Spi Cgil: «Con importi tanto bassi il rischio è dover scegliere tra mangiare e curarsi ed è un problema che riguarda migliaia di persone»

«I dati diffusi dallo Spi Cgil sulle pensioni sono estremamente preoccupanti: un veronese su due riceve meno di mille euro al mese e di questi il 64% ha un assegno attorno ai 500 euro, di poco superiore alla pensione sociale. Con importi tanto bassi il rischio è dover scegliere tra mangiare e curarsi ed è un problema che riguarda migliaia di persone». Così Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico, commenta lo studio del sindacato, che ha analizzato le pensioni del settore privato, evidenziando una situazione particolarmente critica nella provincia di Verona.
«Guardando all’immediato, è necessario fornire loro dei servizi pubblici all’altezza, a partire ad quelli sanitari. Torniamo sullo storico problema delle liste di attesa, che il Covid ha amplificato a dismisura: l’alternativa tra attendere mesi o addirittura anni oppure rivolgersi al privato, per molti si traduce in una rinuncia alle cure e alla prevenzione. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle cronicità che si porta dietro, rendono la questione particolarmente urgente. C’è poi un altro tema che la politica deve decidersi ad affrontare di petto: la precarietà occupazionale, soprattutto femminile. Non è un caso che le più penalizzate siano le donne, tra divario salariale e difficoltà di fare carriera. Un conto che pagano due volte: non solo durante l’età lavorativa, ma anche una volta raggiunta la pensione».

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