Insaccati di maiale, cambia etichettatura. «Trasparenza è valore aggiunto»

A ricordarlo è stata la Coldiretti. Nella provincia veronese, il settore conta circa 300 allevamenti di suini che allevano oltre 300mila capi per un fatturato annuo di circa 50 milioni di euro

Cesto di insaccati

È entrata in vigore l'etichettatura obbligatoria per salami, mortadella e insaccati italiani che riporteranno la dicitura Made in Italy. Sono, infatti, scaduti i 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale sulle disposizioni per «l'indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell'etichetta delle carni suine trasformate». A ricordarlo è stata la Coldiretti, la quale sottolinea che buona parte della produzione veneta di qualità, pari a un valore di 200milioni di fatturato annuo, è destinata a prosciutti dop. Nella provincia veronese, il settore conta circa 300 allevamenti di suini che allevano oltre 300mila capi per un fatturato annuo di circa 50 milioni di euro.
«In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligo di indicare in etichetta il Paese d'origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy - ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - L'Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa».

L'ETICHETTATURA

I produttori devono indicare in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: paese di nascita (nome del paese di nascita degli animali); paese di allevamento (nome del paese di allevamento degli animali); paese di macellazione (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali).
Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: «Origine e il nome del aese». La dicitura «100% italiano» è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.
Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: «Origine: UE», «Origine: extra UE», «Origine: Ue e extra UE».

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