Mucche stressate dal troppo caldo: la produzione di latte cala del 10%

«Gli animali mangiano meno, bevono di più e producono meno latte», lo spiega Giorgio Marconi, allevatore di Nogara e membro di Giunta di Coldiretti Verona, dopo l'ondata di calore di questi giorni

Immagine di repertorio

Anche gli animali soffrono il caldo. Ne è la dimostrazione il fatto che con le alte temperature di questi giorni nelle stalle le mucche stanno producendo dal 10 al 15% di latte in meno rispetto ai periodi estivi in cui c’è comunque un calo. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti di Verona sugli effetti dell’innalzamento della colonna di mercurio nell’ultima settimana e con previsioni simili anche per quella in corso. Basti pensare che per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi.

«Con il caldo torrido – spiega Giorgio Marconi, allevatore di Nogara e membro di Giunta di Coldiretti Verona – gli animali mangiano meno, bevono di più e producono meno latte. Già da tempo abbiamo attivato i ventilatori e le doccette refrigeranti in stalla per aiutare le mucche a combattere l’afa, ma chi non è dotato di tali attrezzature è destinato a una perdita di produzione consistente. Inoltre, per lo stress da caldo, le bovine più deboli sono affaticate e fanno fatica ad alzarsi, aumentando così i rischi sanitari». Marconi segnala anche la problematica del calo di produzione del mais che, per il clima piovoso di maggio, al momento è il 30% più basso degli altri anni. Il mais è un alimento fondamentale per l’alimentazione delle mucche.

«Oltre al raffrescamento con ventilatori che funzionano 24 ore su 24 con sonde che fanno aumentare la velocità delle pale e doccette ogni ora – precisa Roberto Serpelloni, allevatore di Villafranca – alimentiamo gli animali con prodotti freschi e meno concentrati come foraggio, frumento e trinciato».

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Anche gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo, con acqua sempre fresca, perché ogni singolo animale arriva a bere con le alte temperature fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. Tutto ciò comporta non pochi disagi alle aziende zootecniche in quanto, oltre al calo delle produzioni di latte si aggiunge anche un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere.

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