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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Aumenta la forza lavoro in Veneto, +55mila posti nel 2021. Oltre 10mila nel Veronese

Le assunzioni sono state superiori alle cessazioni, ma entrambi i parametri restano bassi rispetto al periodo pre-Covid

Veneto Lavoro ha aggiornato al 31 dicembre 2021 i dati sull'andamento del mercato del lavoro regionale. Sul suo sito, nella sezione "La Geografia del Lavoro", è possibile accedere ad un ampio generi di informazioni. Ed un commento alle principali dinamiche osservate nell'ultimo anno è contenuto nell'approfondimento statistico "Il Sestante".

IL MERCATO DEL LAVORO IN VENETO NEL 2021

Il dato principale è che nel 2021 si è registrato in Veneto un saldo positivo per 55.000 posizioni lavorative dipendenti, un dato molto più elevato rispetto al 2019 (+27.400), ultimo anno pre-pandemia. Si tratta di un risultato ancora parzialmente condizionato dalle misure di salvaguardia adottate a livello nazionale per attenuare le conseguenze dell’emergenza sanitaria e tutelare i livelli occupazionali, prime fra tutte l’estensione della cassa integrazione e il divieto di licenziamento.
I flussi di uscita dall’occupazione mostrano un decremento molto più accentuato rispetto a quelli di entrata. Le cessazioni, complessivamente 728.300, sono diminuite del 7,3% rispetto a due anni prima, mentre le assunzioni (783.500) del 3,6%.

A livello contrattuale si è registrata una lieve flessione delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato (-6%), che mostrano un saldo occupazionale di +8.000 posizioni lavorative a fronte delle +47.000 del 2019. Stessa dinamica per il tempo determinato, che registra un saldo positivo di +37.300 contratti, ma una diminuzione delle assunzioni del 4%, mentre il saldo negativo dell’apprendistato (-1.600) è essenzialmente imputabile alla fortissima crescita delle trasformazioni (+34%). Migliorano le prospettive del lavoro somministrato, che nel 2021 vede crescere le attivazioni del +1%, con un volume complessivo di circa 140.000 missioni. Una quota rilevante delle assunzioni continua a prevedere rapporti di lavoro part time, pari nel 2021 al 31,4% delle nuove attivazioni di lavoro dipendente, la maggior parte delle quali riguarda le donne.

Sotto il profilo settoriale, il saldo positivo del 2021 è in larghissima parte determinato dalla crescita dei posti di lavoro nei servizi (+31.700), in particolare turismo (+9.100) e logistica (+6.600), ma un buon contributo arriva anche dall’industria (+12.300), trainata da metalmeccanico (+5.900) e costruzioni (+3.900), e dalle agenzie di somministrazione (+11.700), le cui missioni si concentrano nei settori del metalmeccanico, commercio, turismo e logistica.
La domanda di lavoro è tuttavia ancora inferiore rispetto al periodo pre-crisi, in particolare nella concia (-16,8%), nell’occhialeria (-28,2%) e nel turismo (-20,6%).

I saldi sono positivi in tutte le province, con un recupero particolarmente marcato a Padova (+10.900) e Verona (+10.800), mentre in termini di assunzioni la differenza è ancora marcata nei territori a forte vocazione turistica quali Venezia (-18,7%) e Verona (-6,3%), positiva nelle altre province.

A fine 2021 i disoccupati disponibili registrati presso i Centri per l'impiego del Veneto risultano circa 396mila, il 54% dei quali iscritti da più di due anni. Gli inoccupati sono 50mila. Le donne rappresentano il 54% del totale, gli stranieri sono il 28%, mentre in termini di età la prevalenza è degli adulti fra i 30 e i 54 anni, con i giovani che costituiscono il 20% del totale e gli over 55 il 29%.
Nel 2021 si sono registrati complessivamente 126.000 nuovi ingressi in disoccupazione, il 12% in meno rispetto al 2019, anche per effetto di un aumento degli inattivi, prevalentemente giovani.

Sul versante economico, il 2021 ha confermato le attese di una ripresa sostenuta dopo la crisi pandemica: +6,5% la crescita del Pil stimata per il 2021 a livello nazionale e +6,9% in Veneto. Più contenute le previsioni per il 2022 che, influenzate dai costi dell’energia e dalla crescita dell’inflazione, vedono l’Italia al +4% e il Veneto al +4,2%. Il nuovo anno si apre inoltre con forti preoccupazioni per gli effetti della guerra in atto in Ucraina e per la crisi energetica europea.
Riguardo al mondo delle imprese, Unioncamere segnala come il numero di quelle attive nel quarto trimestre 2021 (429.779) sia del tutto analogo a quello del medesimo periodo del 2019.

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