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Il maltempo danneggia le coltivazioni venete: pericolo di aumento prezzi

La Regione lancia l'allarme dopo le piogge degli scorsi giorni. L'assessore all'Agricoltura Manzato. "Occhio agli aumenti ingiustificati". E sull'Iva: "se qualcuno spera di ricavare 2 miliardi dall’aumento è un illuso o un sadico"

Occhio agli aumenti improvvisi e sostanzialmente ingiustificati di frutta e verdura, magari riferiti ai prodotti avanzati il giorno prima: è una pura speculazione alle spalle dei cittadini acquirenti e sulla pelle degli agricoltori. Segnalateceli e segnalateli alle associazioni di tutela dei consumatori”. L’assessore all’Agricoltura e alla Tutela del consumatore del Veneto, Franco Manzato, ribadisce la sua preoccupazione per i riflessi ingiustificati che il maltempo sta avendo sui prezzi al consumo di molti prodotti agricoli “compresi quelli di importazione e soprattutto che non riguardano le produzioni nostrane di stagione”.

DANNI - Spiega Manzato: “Le forti precipitazioni degli ultimi mesi e dei giorni scorsi certamente hanno danneggiato i nostro produttori agricoli che non riescono a realizzare e portare avanti le pratiche colturali di questo periodo, sia per quanro riguarda le produzioni a pieno campo che le altre. In parecchi casi, specie per alcuni prodotti orticoli, le produzioni sono state ampiamente compromesse dall’eccesso di acqua. Ma gli aumenti dei prezzi al consumo sono una seconda mazzata per loro, perché non ne ricavano alcun vantaggio, visto che neppure possono consegnare i prodotti. In più i consumatori si trovano aumenti motivati solo dalla furberia o da allarmi che non li riguardano”.

Ripeto l’invito già fatto agli stessi agricoltori anzitutto perché si assicurino come previsto dalle attuali normative e poi per discutere eventuali modalità d’intervento nelle giuste sedi, per evitare vere e proprie operazioni di aggiotaggio. Invito inoltre i consumatori ad utilizzare di più i mercatini degli stessi agricoltori, eliminando le fasi intermedie in un rapporto diretto consumo – produzione, così da assicurare ad entrambi il massimo beneficio, oltre a garantire l’acquisto di prodotti di territorio”.

IVA IN AUMENTO - E Manzato interviene anche sull'aumento dell'Iva. Anche qui, la polemica è solo agli inizi: “Stiamo verificando una volta di più che lo Stato italiano è vorace quando si tratta di mantenere se stesso, e che essere vorace non vuol dire funzionare. Quello che mi stupisce, tuttavia, è la testardaggine di tanti sedicenti economisti, professori ma anche no, circa l’aumento di un punto dell’Iva già programmato per le prossime settimane, finalizzato ad incassare 2 miliardi di euro”.

“Per me non si tratta di teorizzare di economia ai massimi sistemi, ma semplicemente di fare due conti, come ha fatto Confesercenti, secondo la quale l’aumento si tradurrebbe in una diminuzione di entrate di circa 300 milioni. Io mi limito a prendere per buone le rilevazioni ufficiali e il calcolo di Confesercenti mi sembra persino ottimista: il 7 gennaio scorso lo stesso ministero dell’economia comunicava nel bollettino sulle entrate del Dipartimento delle Finanze che il gettito IVA nel corso del 2012 era diminuito dell’1,8 per cento, per un totale di un minor introito pari a 1,818 miliardi di euro. L’Iva era dunque “tra le poche voci negative delle entrate tributarie erariali del 2012”. Questo decremento è stato confermato dalla medesima fonte il 6 maggio scorso: nel primo trimestre del 2013 “prosegue l’andamento negativo dell’Iva (-1.241 milioni di euro, pari a -9,4%) per effetto della variazione negativa registrata dalla componente relativa agli scambi interni (-5,6%) e della variazione del gettito delle importazioni da Paesi extra Ue (-22,3%) che, spiega la Ragioneria, risentono fortemente dell’andamento del ciclo economico sfavorevole”.
“Proviamo ora a tradurre il tutto in italiano: se qualcuno spera di ricavare 2 miliardi dall’aumento di un ulteriore punto dell’Iva o è un illuso o è un sadico. Oppure è fratello gemello di quel tale che usava il martello per fare un dispetto alla moglie. Insomma: il calcolo era sbagliato in partenza. Da inesperto di magie economiche, ma da conoscitore di vita quotidiana, resto anch’io convinto che un simile aumento non farà altro che deprimere ulteriormente i consumi (dunque l’economia e le entrate pubbliche), senza utilità per alcuno ma anzi punendo una volta di più le famiglie meno abbienti e più numerose, che non possono scegliere cosa comprare ma pagherebbero di più i beni essenziali. Il che non è un fatto semplicemente riprovevole dal punto di vista sociale – conclude l’assessore – ma è anche anticostituzionale”.

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