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Lettera in Regione per cambiare il Piano casa

Lettera in Regione per cambiare il Piano casa

Lettera in Regione per cambiare il Piano casa

La Confartigianato: "Vogliamo agevolarne l'utilizzo aumentando la percentuale di ampliamento minima"

Il “Comparto casa” della Confartigianato del Veneto prosegue nella sua azione anticrisi. Dopo aver “incassato” l’approvazione in Giunta regionale di un provvedimento voluto dall'assessore ai Lavori pubblici, Massimo Giorgetti, per riservare alle pmi venete una quota del 30 percento dei lavori in project financing, la categoria ora richiede l’attenzione della Regione su un ulteriore argomento: una modifica al “piano casa” regionale che ne possa agevolare l’utilizzo.

“La nostra richiesta – spiega Daniele Parisotto, presidente degli Installatori della Confartigianato di Verona e presidente regionale della stessa categoria – consiste nell’aumentare la percentuale di ampliamento minima fissata dalla legge regionale dal 20 percento attuale fino al 40 percento, pur mantenendo il limite dei 62 metri quadrati fissati dalla normativa nazionale, senza imporre interventi di demolizione e ricostruzione o di risparmio energetico. A nostro avviso, infatti, il piano casa non riesce a far ripartire, come si voleva, il settore edile perché molti interventi, con i parametri fissati dalla legge n. 14, non sono realizzabili”.

“Potremo portare molti esempi – riporta la lettera scritta da Parisotto con i colleghi Paolo Fagherazzi e Donato Pedron, rispettivamente presidenti regionali delle categorie Edilizia e Legno di Confartigianato –, ma ne basta uno per chiarire il motivo della nostra istanza. Si pensi ad esempio agli edifici abitativi realizzati durante gli anni ’90: in molti casi si sono realizzati appartamenti relativamente piccoli, 70-80 mq, a fronte di terrazze abitabili di 20-30 metri quadri. Risulta chiaro che se un cittadino volesse soltanto ‘verandare’ stabilmente la superficie di terrazza non lo potrebbe fare con il solo 20 percento, con il 40 percento invece non ci sarebbero problemi e non si andrebbe, comunque, oltre il limite fissato dalla normativa statale”.

Alla lettera inviata al vice presidente della Regione del Veneto, Marino Zorzato, la Federazione ha allegato una proposta di emendamento rimanendo a disposizione per discuterne nelle sedi competenti.
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